
Grillo va all’attaco dei giornalisti parlamentari. Lo fa dal suo blog e scrive: “Il Parlamento e’ il luogo piu’ sacro, di una sacralita’ profana, della Repubblica Italiana, ma e’ sconsacrato ogni secondo, ogni minuto, frequentato impunemente, spesso senza segni di riconoscimento, da folle di gossipari e pennivendoli dei quotidiani alla ricerca della parola sbagliata, del titolo scandalistico, del sussurro captato dietro a una porta chiusa”.
“Qualche deputato li scambia talvolta per colleghi e parla, parla per ritrovare sul giornale quella che credeva una conversazione privata. Mercanti di parole rubate. Taci, il giornalista ti ascolta! – prosegue Grillo – Si nascondono ovunque. L’unica difesa e’ il silenzio, il linguaggio dei segni”.
“I giornalisti non possono infestare Camera e Senato e muoversi a loro piacimento. Vanno disciplinati in spazi appositi, esterni al Palazzo. Per un’intervista chiedano un appuntamento, come si usa tra persone civili, non bracchino i parlamentari per le scale o al cesso. All’ingresso di Montecitorio e di Palazzo Madama va posto un cartello ‘No gossip. Il Parlamento non e’ un bordello’”, conclude il leader del M5s.
Prima di passare all’attacco Grillo cita il Vangelo secondo Giovanni e scrive: “Gesu’ sali’ a Gerusalemme. Trovo’ nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scaccio’ tutti fuori del Tempio con le pecore e i buoi; getto’ a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovescio’ i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato” .
Poi chiosa in versi: “Sapessi com’e’ strano fare il deputato nel Parlamento romano. All’ingresso o in ascensore, anche all’urinatoio con il microfono nel taschino c’e’ sempre un giornalista senza tesserino. Senza fiori senza verde, senza cielo, senza niente, senza controlli, tra la gente, tanta gente. Sapessi com’e’ strano darsi appuntamento alla buvette con qualcuno che ti ascolta nascosto tra la gente per scrivere del niente. Eppure, in questo posto impossibile io gli ho detto ‘fanculo’ tu gli hai detto ‘fanculo’ tra la gente”.
