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Politica
facebook grillo 500

"Avete visto Obama? Hanno ammesso che sono anni che spiano milioni di americani.. Lo fanno anche qua. Non usate Facebook, i dati vengono messi in un database.. stiamo attenti". Beppe Grillo lancia l'allarme sul social network più famoso del mondo (insieme a Twitter). Il leader del Movimento 5 Stelle lo fa nel corso di un comizio vicino a Cagliari. E rincara la dose: "Si nostri deputati sono entrati nelle mail. Non era mai successo. Hanno alzato il tiro perchè sanno che il Movimento 5 stelle sarà un problema per l'Europa".

Parole che arrivano dopo la bufera che sta colpendo la Casa Bianca e il Congresso in generale, ma non totalmente inedite rispetto al Grillo-pensiero.

A fine 2011 dal suo blog aveva lanciato un attacco a Zuckenberg. "Senza iscritti Facebook varrebbe zero. Se io e mio figlio, ad esempio, cancellassimo il profilo, il valore di Facebook diminuirebbe all'istante di 200 dollari. Il capitale sono gli utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma, ma Facebook è un mondo chiuso in se stesso nell'universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire".

Da Grillo a Obama. Secondo quanto rivela il Guardian, il presidente Usa ha ordinato lo scorso ottobre ai dirigenti dell'intelligence e della Sicurezza Nazionale di redigere una lista di possibili bersagli di cyber attacchi all'estero (pur se, si specifica, in conformità del diritto internazionale ed americano). Sarebbe stata redatta una vera e propria direttiva presidenziale. Nelle 18 pagine si dice che ciò che vengono definite Offensive Cyber Effects Operations "sono in grado di offrire capacità non convenzionali e uniche di far avanzare gli obiettivi nazionali Usa nel mondo". Il documento tiene in conto anche cyber azioni all'interno degli Stati Uniti, precisando però che in questo caso, salvo situazioni di emergenza, le operazioni devono necessariamente iniziare solo dopo il via libera della Casa Bianca.

In queste ore Obama ha incontrato nel suo ranch californiano il presidente della Cina, Xi Jinping, e i due capi di Stato hanno concordato sulla necessita' di lavorare insieme a un nuovo approccio nelle relazioni: sullo sfondo quella che, al momento, e' una delle questioni piu' spinose nei rapporti tra le due maggiori potenze, proprio la cyber-sicurezza dopo le ripetute accuse alla Cina di spionaggio militare e commerciale.

Mark Zuckerberg

GRANDE FRATELLO, ZUCKERBERG "MAI SENTITO PARLARE DI PRISM" -

"Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Cosi' il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneita' del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg sul suo account - non e' e non e' mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server". E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come e' successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte".

"Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative". L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuera' a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere piu' trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le liberta' civili delle persone e di creare nel lungo termine quella societa' libera e sicura che tutti noi desideriamo".

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