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Grillo in Kenya e la povertà (altrui)

Grillo in Kenia.Di Pietro per molto meno fu fatto fuori dalla Gabanelli

Grillo, come al solito, predica bene ma razzola male.
Dopo l’elogio della povertà fatto a Natale con un articolo dello scrittore Goffredo Parise se ne va lesto a festeggiare il Capodanno a Malindi, in Kenia tra i ricconi.

Grillo che riporta integralmente un articolo dello scrittore Parise, “La povertà è un rimedio”  nel suo post di Natale e poi se ne va a festeggiare il Capodanno a Malindi in Kenya scatenando le ironie della Rete.

Grillo è il prototipo della “post – verità” non tanto e solo declinata in chiave bufalesca e insultatoria (questa ben più grave della prima non invocando una presunta dabbenaggine generalizzata di discernimento critico) quanto anche di azione concreta nel mondo reale.

Dunque Grillo ci fa l’elogio della povertà (altrui) in chiave molto vicina a quella di Papa Francesco ma poi ci si accorge ben presto che possiede o ha posseduto ville, yacht e Ferrari e le vacanze se le fa rigorosamente in terre costosissime in resort esclusivi del jet set.

Il povero Di Pietro, causa una killeraggio premeditato della Gabanelli e di Report fu fatto fuori dalla politica per molto ma molto di meno.

Ed allora chiediamoci, perché invece a Grillo tutto è permesso?

Perché la sora Gabanelli così lesta a fustigare i costumi dei politici questa volta tace e gongola, magari aspettando che si avveri la profezia che la vuole candidata a Palazzo Chigi per il “Movimento” (già il termine fa rabbrividire perché implica e sottintende una struttura pericolosa per la democrazia che i movimenti non sono partiti e quindi inquadrabili in regole ma da loro ci si può aspettare di tutto).

Dunque Grillo ci fa il predicozzo ma questo Savonarola che si atteggia a Federale di Genova poi, nella migliore tradizione, predica bene anzi benissimo e razzola male anzi malissimo.

Cosa dicono, ad esempio i suoi pretoriani, Di Battista e Di Maio?

Tacciono imbarazzati.

Anche perché nessuno giornalista, forse tranne Mentana (che però poi sulla querela ha fatto marcia indietro) li ha ancora inchiodati alle loro possibilità.

Infatti, il ragionamento che fanno è: “e se vince le elezioni e me lo ritrovo in Rai?”.

In un Paese normale, in una nazione civile, questi comportamenti sarebbero pubblicamente esecrati e contestati, ma da noi invece nulla, non ci si indigna neppure più.

Ad esempio, le tanto citate Jene che donano tapiri a go go perché non raggiungono Beppe Grillo e lo torchiano?

Hanno paura di ritrovarselo poi in redazione in un futuro prossimo venturo?

Ah saperlo…