A- A+
Politica

Il tono della voce imperioso, le curve dell'intonazione che salgono nei momenti dell'insulto, poi il liberatorio e catartico vaffa che arriva sempre alla fine del discorso, chiuso sempre, sempre, sempre in crescendo.
Tecnica.
Così come tecnica è la preparazione dello spin doctor che ha inventato il movimento, ne ha fatto un organismo praticamente privato, ed ha messo in prima linea un comico che di comico da tanti anni non ha più niente. Se non quel suo sguardo nell'obiettivo, quell' accigliarsi spalancando gli occhi a mezzo sorriso che tanto ricorda certi ipnotisti del secolo scorso.

Mah..saranno impressioni le mie, soltanto impressioni. O forse no.
E se invece la maschera del comico fosse stata usata come alibi per farsi largo nelle simpatie della gente?
Se Grillo e Casaleggio avessero inventato un movimento che di fatto non esiste e poi con tecniche di manipolazione ipnotiche dell'attenzione popolare avessero costruito e rimandato in rete in maniera ossessiva teorie, complotti, dietrologie fantascientifiche che spaziano dagli alieni al crash dell'euro, dalle scie chimiche  alla massoneria del dollaro fino all'idea che tutti  politici e non sono ladri e chiunque fa qualcosa  diventa automaticamente ladro?

Se poi sfruttando le molte occasioni date dalla crisi economica fossero riusciti a entrare in parlamento con un numero inutile di persone, talmente impreparate da essere facilmente controllabili e controllate?

E se alla fine, impendendo il governo del paese, condizionando l'elezione del presidente della repubblica avessero lasciato il paese preda della speculazione più nera mandandolo in frantumi incontro alla peggiore crisi della sua storia, con orde di disperati che vagano per le città , i supermercati assaltati, i bancomat bruciati, auto, strade, mercati in fiamme?

Già…Se.

Se così fosse allora una mente diabolica e invasata avrebbe preso posto nella vita del nostro paese, una mente ormai preda del delirio di onnipotenza che   stile ventesimo secolo inventa prima le masse e poi il bisogno di leader.

Impressioni, forse solo impressioni.
Ma impressioni  che appartengono già a ieri.

Diario di un pomeriggio in Italia, sotto la pioggia di Pasqua:
Io e molti altri come me avevamo sperato che in queste elezioni il partito democratico, che aveva resistito - e ci aveva dato modo di resistere - agli anni berlusconiani, avesse potuto dirigere il nostro paese verso un periodo nuovo. Certo un paese non cambia dall'oggi al domani, e il PD di questi tempi guidato da Bersani, rappresentava una fase di transizione, gestita da chi lo stato lo conosce e sa come guidarlo, portata avanti da un presidente della repubblica che le sue resposnabilità se le è sempre prese. E da un partito che bene o male si era rinnovato per due terzi, aveva sempre chiesto ai suoi elettori di formare le liste e aveva gestito le uniche due fasi di crescita degl ultimi vent'anni.
Pur non capendo nulla della ideologia di sinistra speravamo in un governo a sinistra, nel senso antideologico del termine: diritti civili, classe politica PREPARATA e capace, rinnovata
( questo è il dato che nessuno dice)

Noi, quelli come noi speravano che dal giorno dopo le elezioni sarebbe cominciata la Ricostruzione del nostro Paese. Magari  lenta, magari non proprio indolore. Ma finalmente libera dalle porcherie, dalla depressione, dalla volgarità verbale e morale.
Poi il voto.
In maniera corretta, democratica e aperta dopo le elezioni il PD ha offerto a grillo l'alleanza per governare il paese.

Per un attimo tutti avevamo pensato che fosse arrivato il vero cambiamento in questo paese.
Ma non avevamo ancora fatto i conti con la volontà di potenza incurabile che sembra aver  ammalato chi dalle colline di genova vive di una ricchezza che deve anche alle casse della rai e dei festival dell'unità .

E' bastato che i giornalisti e le tv (miopi come pochi) dessero spazio e ascolto agli insulti di Grillo per vedere crollare una brava persona come Bersani, reo di non avere né la forza ne la cultura per rispondere a quegli insulti. E sono crollate anche le nostre speranze.

Potere, vanità, ambizione? Alla fine, in fondo alle sue tasche anche lui è come gli altri, come quelli  che tanto savonarolaniamente colpisce e su cui ha fondato il suo successo.
Eppure avevamo sperato che fosse finita la tv degli insulti, la politica della volgarità, i lpaese degli sfascisti e dei predicatori…

Un paese finalmente libero dalle porcherie, dalla depressione, dalla volgarità verbale e morale.

E invece siamo in piena fase di distruzione, di creazione delle macerie. Su cui ho l'impressione che Grillo e Casaleggio vogliano governare.
Resta un mistero (buffo) come mai 9 milioni di cittadini che hanno votato il PD  non siano scesi in piazza contro gli insulti e la follia di quest'uomo, che comanda a bacchetta i suoi, quasi da novello inquisitore o da lider nuotatore, tanto caro ai maoisti.

Cyberfascisti in rete ce ne sono tanti, dietro la rete ancora di più. E  fanno paura .
Il loro successo nasce sulla nostra indolenza e pigrizia, dal nostro lasciar fare, che è stato  il terreno migliore per la determinazione di questi pericolosi sottoprodotti della provincia borghese . Potremmo persino un giorno trovarci  di fronte ad un nuovo signoraggio sulla volontà popolare programmato attraverso il possesso della nuova televisione e cioè internet.


Cronaca di domani: Dopo il crollo delle speranze sarà il momento della rabbia.

Una nazione come la nostra non può più essere rappresentata da Berlusconi, ma neanche da un tecnoSavonarola, oggi volgare e pericoloso. Ieri forse no, o non ancora.

A tutto ciò si può rispondere solo con una chiamata alle armi partigiana e resistente, pronti a salire sull'Ossola di nuovo e nei migliori anni della nostra vita.
Non ho intenzione di fare ad alcuni alcun appello se non a me stesso: il giorno che vedrò salire al potere questa macchina luciferina entrerò in clandestinità e combatterò anche una guerra armata pur di  abbattere il mostro.
A futura memoria: mostri si diventa , non si nasce. Perché alla fine si potrebbe comunque morire da uomini.


Salvatore Passaro

Tags:
grillo

i più visti

casa, immobiliare
motori
MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat

MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.