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Politica

"Se proprio Pd e Pdl ci tengono alla governabilità possono sempre votare la fiducia al primo governo M5S". CDon un tweet Beppe Grillo rilancia di nuovo la discussione su come uscire dallo stallo post-elettorale. Dopo le frasi insultanti nei confronti di Bersani e quasi una risposta alla presione di messaggi che gli arrivano dalla base di usare la massa di voti che gli è stata affidata.

LA MOZIONE - Ma poi, e se "questa Viola Tesi che all'improvviso spunta fuori dal nulla, con una petizione pro fiducia (pro Pd) in Rete, guarda caso su un sito che nulla ha a che fare con il M5S, raccogliendo magicamente decine di migliaia di firme, non e' esattamente espressione della base del Movimento"? Beppe Grillo fa sue, come per la provocazione di una fiducia di Pdl e Pd a un monocolore grillino, le parole di Claudio Messora. E' il blogger a insinuare il dubbio di una strategia mediatica 'entrista' a danno della purezza M5S, ed e' lo stesso Grillo a endorsare le sue parole. Allora, potrebbe mai essere una grillina doc, chiede Messora dal blog di Grillo "una che fino a un paio di mesi fa almeno militava convintamente nella base del Partito Pirata? Lo stesso partito pirata che deve vedersela con quel Marco Marsili che proprio durante le scorse elezioni, sbugiardato da Anonymous o chi per essi, cospirava contro il M5S cercando di distruggerlo?".

 

Messora allega "una delle tante conversazioni che provano la sua partecipazione attiva nella base del Partito Pirata" e domanda ancora se "puo' una attivista convinta di un altro movimento, a uno o due mesi dalle elezioni, diventare come per magia espressione della base del M5S ed essere rilanciata, in primis da Repubblica, il giornale della tessera numero uno del PD (De Benedetti), con la sua petizione pro Pd (adesso capite la ragione delle regole sulle candidature di Grillo)? E le 75mila firme raccolte, come per magia, in meno di 48 ore, sono della base del M5S? Cosa da' cotanta sicumera ai signori giornalisti che fanno i titoli?".

Altro argomento di polemica: "Fanno le pulci a una che non conosce il numero esatto dei senatori della Repubblica, e poi sparano titoli cosi' palesemente scollegati dai fatti? Gia', perche' e' evidente che se una di un altro partito viene spacciata per una rappresentante della base del M5S solo perche' pubblica una lettera su un sito qualunque, con la stessa nonchalance si possono far votare decine di migliaia di militanti di un qualunque altro partito sotto a una petizione qualsiasi e poi spacciare le firme come la prova evidente che la base del M5S (o quella dell'ultimo partito della Nuova Guinea) e' compatta contro il suo leader. E si puo' perfino arrivare a colonizzare un intero blog, con iscrizioni mirate dell'ultima ora".

"Tant'e' vero - osserva ancora - che alcuni, tra i firmatari, non si fanno neppure scrupolo di mascherare il fatto non solo di non essere appartenenti alla base del Movimento Cinque Stelle, ma neppure di essere espressione di quegli 8 milioni e mezzo di italiani che hanno condiviso e votato le proposte di Grillo".

PACCO SOSPETTO - All'interno del pacco sospetto recapitato nella villa di Sant'Ilario del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo c'erano soltanto due bottiglie di liquore al mirto e un biglietto di congratulazioni per il successo elettorale. Lo hanno riferito i carabinieri, che avevano inviato sul posto gli artificieri per verificarne il contenuto. A insospettire la moglie dell'ex comico genovese, a cui un fattorino aveva consegnato il pacco proveniente da Alghero, potrebbe essere stata la calligrafia del mittente, un ammiratore sardo, che aveva scritto il nome del destinatario sul plico con un pennarello blu. Secondo una prima ricostruzione, la donna avrebbe subito chiamato il marito, che, dopo essersi consultato con il suo avvocato, ha deciso di allertare i carabinieri. Gli artificieri, intervenuti poco dopo le 15 nella villa di Grillo, avevano lasciato l'abitazione intorno alle 15:30 senza rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti presenti.

DEL VECCHIO - Stupito ma ottimista sull'esito delle elezioni il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. "Sono rimasto molto stupito, ma dopo la prima notte - ha detto l'imprenditore a margine di una riunione del cda di Luxottica - la mattina mi sono svegliato e mi sono detto che forse va bene per l'Italia. Io sono un ottimista: va bene perche' sono giovani, quindi io sono fiducioso". Del Vecchio non sarebbe neppure contrario a vedere Beppe Grillo alla presidenza del consiglio: "Perche' no? Non credo che sia piu' stupido di quelli che abbiamo avuto fino adesso...".

"Ho fiducia nei giovani, si ringiovanisce un po' chi ci comanda e quindi non vedo male la situazione. Sono tranquillo", ha proseguito Del Vecchio commentando le elezioni politiche. Anche i mercati, ha rilevato, "non vanno male, hanno perso solo il primo giorno". Per le prossime settimane, l'invito che l'imprenditore rivolge alle forze politiche e' tutto nella direzione del cambiamento: "Che cambino! Se continuano a nominare gli stessi, allora e' lavoro per niente: tanto vale che ci sia il cambiamento, io aspiro al cambiamento. A me poi questo fatto di ragionare sulle idee non dispiace".

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