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Politica

Le tre proposte di Renzi? "Incostituzionali". Il Parlamento? "Politicamente e moralmente illegittimo". E allora, non resta che tornare al Mattarellum e subito alle urne. E' questa la posizione del Movimento 5 stelle all'indomani della pubblicazione delle motivazioni della Consulta sulle legge elettorale, secondo quanto riferiscono esponenti autorevoli del Movimento a Montecitorio. Ma allo stesso tempo - come annunciato da Beppe Grillo sul suo blog il 3 gennaio scorso - partira' a breve sul portale Parlamento 5 stelle un referendum on line rivolto agli iscritti certificati: servira' ad arrivare alla proposta ufficiale M5S anche se in tempi piuttosto lunghi. Dall'interno del Movimento si prevede entro il mese di febbraio, in ogni caso dopo quel 27 gennaio che e' la data fissata alla Camera per l'approdo della riforma elettorale in aula. Ma ai grillini questa tempistica non preoccupa troppo dal momento che, cosi' spiegano, la proposta che sara' votata dal referendum on line varra' soltanto per un "Parlamento legittimo" e cioe' dalla prossima legislatura.

ome si comporteranno, quindi, i 5 stelle in commissione Affari Costituzionali della Camera e che proposta porteranno? Lo spiega all'Agi il deputato Danilo Toninelli, che e' il primo firmatario della proposta di legge che sarebbe dovuto essere quella ufficiale di M5S: un sistema spagnolo con correttivo maggioritario e preferenze negative sul modello svizzero. Una proposta, invece, che al momento di fatto e' stata archiviata. E' Toninelli stesso a spiegare la decisione dei 5 stelle di abbandonare questa pdl e di dirottarsi sul Mattarellum: "Limitiamoci al male minore - spiega Toninelli - e quindi torniamo al Mattarellum del '93 che e' l'ultima legge votata da un Parlamento costituzionale". E poi, questo il leit motiv 5 stelle, si torna al voto. "E' l'unica posizione coerente" aggiunge. "Di certo - spiega ancora - in prima commissione noi smonteremo pezzo per pezzo tutte le proposte pessime che arriveranno. Le tre di Renzi sono incostituzionali, anche il Mattarellum corretto che non ha niente a che vedere con il Mattarellum, anzi e' il suo opposto". E se si andasse a votare con cio' che rimane del Porcellum dopo la sentenza della Consulta? "Non ci piace molto perche' e' un proporzionale puro senza correttivi di governabilita' - risponde il deputato M5S - ma almeno sarebbe una legge legittima. Meno cose tocca questo Parlamento illegittimo, meglio e'..."

Il referendum on line invece sara' organizzato per step e votazioni successive che serviranno a delineare un modello di riferimento e a decidere tra sistema proporzionale o maggioritario, tra proporzionale corretto e maggioritario con quota di proporzionale. Alla fine della 'scrematura' si arrivera' quindi ad un testo che pero', viene precisato, servira' solo per la prossima legislatura. In ogni caso, l'esito di questo referendum ha tempi abbastanza lunghi, non prima di fine febbraio, e quindi forse non servira' a fornire un contributo al dibattito che sara' gia' avviato alla Camera. Non e' soddisfatto il senatore 5 stelle, Luis Alberto Orellana, uno dei cosiddetti dissidenti, che anche oggi torna a criticare la "piattaforma inadeguata" perche' "c'e' la gestione di uno staff poco trasparente". E sulla legge elettorale rincara la dose: "Siamo in gravissimo ritardo, gli altri sono andati molto piu' avanti di noi nelle proposte, mentre noi siamo al palo nel coinvolgimento degli attivisti. I nostri colleghi alla Camera hanno presentato un disegno di legge, ma a questo punto non si sa nemmeno quale valore abbia perche' faremo la consultazione on line. Purtroppo i tempi della politica non aspettano noi". Intanto domani torna a Roma Gianroberto Casaleggio, senza Beppe Grillo, ma - assicurano dal Movimento - non per parlare del dissenso interno sulle votazioni on line (modalita' e tempi) ma per discutere con i parlamentari di questioni politiche e soprattutto di comunicazione.

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