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Gubitosa (M5s): “Pressione fiscale oltre il 43% e Pil fermo: noi unica alternativa ai fallimenti di Meloni e Giorgetti”

Ad Affaritaliani il punto di Michele Gubitosa, Vicepresidente del M5s

Gubitosa (M5s): “Pressione fiscale oltre il 43% e Pil fermo: noi unica alternativa ai fallimenti di Meloni e Giorgetti”

Il Vicepresidente del M5s Michele Gubitosa: “Le politiche economiche di Giorgetti? Un fallimento totale. Il tempo di questo governo è scaduto”

Il governo Meloni “butta la palla in tribuna” e “fa finta che vada tutto bene” mentre il Paese affronta crisi economiche sempre più pesanti. È un attacco durissimo quello lanciato da Michele Gubitosa ad Affaritaliani contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

“Giorgetti e Giorgia Meloni continuano, ogni volta che cerchiamo risposte su ciò che stanno facendo per risollevare il Paese e proteggerlo da problemi che arrivano dall’esterno, da crisi e guerre, a buttare la palla in tribuna. Non rispondono e cercano di far passare il messaggio che vada tutto bene. Ma tutto è peggiorato. Si sono chiusi nei palazzi e fanno finta di non vedere ciò che succede fuori”, afferma Gubitosa. Secondo il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, il quadro economico italiano è sempre più critico: “Il dato di fatto è che il Paese non cresce da quattro anni e il debito pubblico si misura su questo: meno il Paese cresce, più alto è il debito. Da tre anni registriamo il crollo della produzione industriale, e questo governo non ha fatto nemmeno una misura per le aziende, per consentire loro di comprare macchinari e di andare avanti. Non hanno bisogno di un carrarmato, ma di qualcosa che possa dare posti di lavoro”.

Nel mirino anche la pressione fiscale e la gestione economica del ministro Giorgetti: “La pressione fiscale è schizzata oltre il 43%, un dato record, secondo solo ai governi Monti, governi ai quali si ispirano le manovre del ministro Giorgetti. I lavoratori non hanno più nulla, le imprese non arrivano a fine mese, i pensionati non possono fare la spesa e i cittadini sono in estrema sofferenza. Anche fare il pieno all’auto è diventato un lusso. Questo è il mondo reale, ma il governo, compreso Giorgetti, fa finta di non vederlo. Devono andare via”.

Il Superbonus? Un alibi

Ampio spazio anche alla polemica sul Superbonus, che per Gubitosa viene usato dal governo come alibi politico: “Il Superbonus per questo governo è diventato una ‘superscusa’ per giustificare la loro incapacità di gestire il paese, ma non possono nascondersi agli occhi dei cittadini italiani. È inutile piagnucolare: il frutto del loro lavoro è sotto gli occhi di tutti. L’unica cosa che hanno saputo fare è stendere un tappeto rosso alle lobby delle armi e a Trump. Hanno assunto l’impegno di arrivare a spese militari annue pari al 5% del Pil, ovvero oltre 100 miliardi, per assecondare Trump. Al quale hanno anche garantito l’acquisto di gas liquefatto americano, che costa di più perché bisogna estrarlo, liquefarlo, trasportarlo e rigassificarlo”.

L’esponente pentastellato rivendica invece l’eredità lasciata dai governi guidati da Giuseppe Conte, considerata “un tesoro enorme”. “Decine di parlamentari chiedevano di estendere il Superbonus. Grazie a quella misura, nel biennio dei governi Conte, il Paese è cresciuto. Il Pil è l’unico indicatore valido”, sottolinea Gubitosa. Il pentastellato guarda poi al futuro, con il progetto “Nova”, una rete di ascolto nei territori: “Ci muoveremo in cento province in Italia dove raccoglieremo le istanze dei territori, per intercettare la voglia di cambiamento e trasformarla in una proposta progressista e, soprattutto, per incanalare quella voglia di mandare via il governo”.

“Il referendum ha visto milioni di cittadini esprimere il loro parere negativo contro l’operato di Meloni e dei suoi. L’unica riforma che hanno messo a terra, quella della giustizia, è stata azzerata. Gli italiani hanno inviato un segnale politico, un avviso di sfratto a Palazzo Chigi, esprimendo un dissenso politico verso tutte le manovre che il governo ha applicato”, prosegue Gubitosa. Quanto alle primarie, dice, “sono i cittadini che vogliono sapere che il loro voto va a chi governa. Sono loro che vogliono scegliere il premier. Sono loro che le chiedono, non Giuseppe Conte”.

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