Gerusalemme (askanews) – Il rapporto del controllore dell’azione di governo in Israele si annunciava critico nei confronti del premier Benjamin Netanyahu e dello stato maggiore della Difesa in relazione alla preparazione dell’esercito nella guerra di Gaza del 2014. E così è stato.Nel mirino soprattutto la minaccia costituita dai tunnel scavati nel sud di Israele dai militanti di Hamas. Queste gallerie scavate nella Striscia di Gaza, al di sotto della barriera di cemento e metallo che chiude ermeticamente le frontiere israeliane, rappresentavano insieme ai razzi le armi principali nell’arsenale del movimento fondamentalista islamico e dei gruppi armati alleati contro Israele.Il governo, l’esercito e i servizi di intelligence erano al corrente della minaccia rappresentata dai tunnel, che essi stessi avevano definito strategica, si legge nel rapporto del Controllore dello Stato Yossef Shapira. “Ciononostante, le azioni adottate per far fronte alla minaccia non sono state all’altezza”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, l’allora ministro della Difesa Moshe Yaalon e l’ex capo di Stato maggiore Benny Gantz non hanno accertato se l’esercito disponesse dei piani operativi adatti per contrastare i tunnel nelle zone urbane, conclude il rapporto.L’inchiesta, avviata all’indomani della guerra del luglio-agosto 2014, aveva suscitato molta agitazione nel mondo politico israeliano. Netanyahu, dal canto suo, ha sempre difeso la conduzione della guerra che avrebbe inflitto a Hamas il colpo più duro mai ricevuto dall’enclave palestinese.
Seguici su

