Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Hitler, Draghi e la vignetta dello scandalo

Hitler, Draghi e la vignetta dello scandalo

Assessora della Lega nei guai per uno “scherzo” sul premier e il fuhrer

Hitler, Draghi e la vignetta dello scandalo
Hitler Draghi

Hitler telefona a Draghi in una vignetta: terremoto su una vignettista-assessora della Lega

Per Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) che invoca ulteriori punizioni per la vignettista, Angela Maria Sartini (assessore comune di Orvieto, già con deleghe ritirate e sospesa dal partito, La Lega), che sarebbe andata … oltre ogni limite. Pensieri, parole, fatti. In tutti i tre ambiti, si può andare oltre ogni limite. Se la Sartini è andata al di là di ogni limite, nei primi due ambiti (ma non so quanti non iper politicizzati direbbero la stessa cosa. Io, per esempio, non lo dico), mostrerò che il nostro prestigioso M’Illumino d’incenso è andato oltre anche nel terzo.

Siamo seri, caro On. Fratoianni: fermiamoci un po’ a ragionare con calma. Secondo lei, la Sig.ra Angela Maria Sartini, autrice della vignetta, nata in seguito all’ultimo dpcm  (altrimenti perché comporla proprio ora?) essendo andata, parole sue, oltre ogni limite, deve essere ulteriormente punita, non bastando, sempre secondo le sue parole, l’immediata espulsione dalla giunta e la sospensione (cacciata?) dal suo partito. Mi piacerebbe sapere cos’altro le si dovrebbe infliggere. Ha un’idea adeguata alla colpa? Anni di “rieducazione”? Corsi di umorismo, immagino sempre e solo sul “nemico”, mai sul proprio “Capo”, con esami finali? O punizioni più efficaci per far capire l’antifona, come lavori forzati, digiuni, torture, manganellate, operazioni chirurgiche raddrizzanti il cervello mal funzionante?

Penso sia utile sottolineare che non ho motivi personali o ideologici per la difesa a tutto campo della Signora Angela Maria. Non la conosco, ho visto il suo viso da scoiattolo impaurito, poco fa per la prima volta, sovrapposto o laterale alla vignetta oltre ogni limite. Inoltre, non ho mai simpatizzato per la Lega. Anzi! Io e collaboratori rischiammo botte e querela per un’intervista al Celodurista fatta dal giornalista professionista Mimì Mazzetti che, presso gli studi TEF, leggendo un mio improvvisato opuscolo curato dall’inesistente Centro Universitario Studi del Centrione, gli diede informazioni esilaranti sull’esercito della neonata Repubblica dell’Etruria, pronta a difendere i propri confini (con forconi, zappe, vanghe, rastrelli ecc…) dalle pretese espansionistiche della Lega Nord (Bossi era venuto a inaugurare la sede della lega Nord a Collestrada).

Chiariti questi due punti, una considerazione per tutti quelli che, scandalizzati per la vignetta, stanno massacrando l’autrice. Come ieri Affaritaliani riportava “l’eccesso d’incenso per Mr M’illumino d’incenso, gli ha annebbiato la vista. Forse solo così si spiega anche la svista nell’ultimo dpcm che vieta a un non vaccinato (e va bene, la guerra… vuole i morti!) ma anche a un pluri-vaccinato non in regola col green paz, di mangiare un panino, seduto da solo, al ghiaccio dell’esterno di una pizzeria o ristorante, come narrato da un collega, per fortuna in regola col super green paz, mezzo assiderato a mangiare con moglie e due figli (4 e 6 anni), tra la neve del monte Subasio, essendo il ristorante stracolmo all’interno, di affamati mascherati (quelli in piedi).”

A tutti gli scandalizzati per la vignetta, chiedo: sapete per bene quanti, pur vaccinati, non sono in regola col super green paz, non per colpa loro, ma per ovvie e prevedibili difficoltà operative e burocratiche? E come si metteranno le cose ora che Bassetti ha detto che è possibile una …quarta dose? Si dice che stanno studiando il modo per diminuire il pandemonio pandemico generato dall’eccesso di dpcm. A parte che, prima di emanare nuovi dpcm, si dovrebbe studiare seriamente l’applicabilità delle norme, molte delle quali emanate per rendere la vita sempre più difficile ai non vaccinati, secondo i desiderata di Cicciolino Sileri, vi sembra una piccola esagerazione indispensabile, richiedere il super green paz, anche per poter mangiare un boccone, seduto da solo, al ghiaccio dell’esterno di un ristorante?

*BRPAGE*

Oppure è una buffonata esagerata, quasi oltre ogni limite, al pari dell’istituzione di controllori per sgrufolare nelle buste della spesa e vedere se un non vaccinato o col green paz non aggiornato, ha qualche acquisto proibito? In questi giorni col freddo non si scherza (morire di freddo, su un barcone di disperati, in fuga dalla miseria assoluta, come abbiamo appreso l’altro ieri, lo dimostra), ripeto, che effetto fa a una persona di normale sensibilità e raziocinio, sapere che Draghi, ha firmato il divieto ai non possessori di green paz, anche di mangiare un panino, da solo, con mascherina, seduto mezzo assiderato, fuori, all’aperto?

Non potevo credere che una cattiveria così stupida, inutile, addirittura disumana da ogni punto di vista, potesse essere vera! Ho dovuto controllare su Internet l’operatività di questa mostruosità e ne ho avuto poi ulteriore conferma, ultrascandalizzata, da altri amici che, trovando il ristorante esaurito al di dentro, pur di mangiare qualche cosa, si sono accontentati di stare all’addiaccio. Tutti hanno dovuto mostrare il green pass, che ho iniziato a chiamare green paz, roba da pazzi!

Come definire chi ha concepito questa assurdità per cattiveria e stupidità?  Non conviene perdere tempo per giustificare le due parole usate. Se qualcuno può contattare Fratoianni, gli chieda quali parole adopererebbe, oltre alle pene aggiuntive da infliggere. Concludo, caro Fratoianni: pensare che una normativa simile, oltre che a essere stupida, disumana e cinica, da psicologia persecutoria di paranoici alla Hitler, e farci una vignetta con la rabbia di chi s’immedesima nei perseguitati, è un andare oltre ogni limite (uso sempre le sue parole) nei primi due ambiti (pensieri e parole). Ma Mario, il M’illumino d’incenso, è andato oltre ogni limite, anche con i fatti. Senza tirare in ballo il suo comportamento con il Parlamento: umiliato dall’inizio alla fine, considerandolo di utilità zero.

E se si facesse una vignetta con le due storiche definizioni del Parlamento, date dal Maestro di Foffo? “Un bubbone da eliminare” e “bivacco”, disse il maestro di Hitler ed esempio da seguire per Mr M’illumino d’incenso. Si sottolinea:  ma Angela Maria, aveva una funzione pubblica e il suo errore imperdonabile e da punire, è quello d’essersi comportata come una volgare vignettista, come le tante e i tanti, che si sfogano nel cortile globale. Ha leso la dignità della Giunta. Punti di vista e di unità di misura. Per me è la Giunta è stata troppo conformista facendo esplodere un caso. Ha punito la facoltà di critica in chiave oltretutto, umoristica.

Siamo al “Chi ironizza sul Capo, peste e covid lo colgan!” E qui, per chi avrà la pazienza di sopportarmi ancora, traggo la conclusione “filosofica”, sperando di non scandalizzare ulteriormente, dovesse leggermi, il filosofo Fratoianni: A tutto c’è (o dovrebbe esserci) un limite. Mi auguro di strappare un sorriso alla sconcertata, incredula Angela Maria, e almeno a tutti quelli che la capiscono e difendono, inventandomi una barzelletta che faccia un po’ al suo caso. È difficilissimo inventarsi una nuova barzelletta, eppure nessuno può aver mai sentito questa, in cui sfrutto due luoghi comuni: le battute sui carabinieri e il vizio del lecchinaggio verso un potente (l’allusione dovrebbe risultare già chiara).                       

Parto da una leggenda sulle famose lunghe pause di Bettino Craxi. Ovunque parlasse, il suo lento e scandito eloquio s’interrompeva … lui spaziava, pensoso, con lo sguardo intorno, assorto come in cerca del modo migliore per esporre il concetto. Durante un comizio, sul palco, volendo fare una parafrasi, disse: “Ecco, compagni. Ora vi racconto una barzelletta. Un compagno comunista, contadino, povero, ma con i piedi ben piantati per terra, credeva di parlare con un intellettuale compagno socialista, sempre squattrinato…” e qui, iniziò una delle sue proverbiali lunghe pause. 

Dopo quattro o cinque secondi, due sotto il palco, iniziarono a ridere a crepapelle e ad applaudire, scatenando un’ovazione di gente che rideva e applaudiva. I primi due che avevano scatenato il putiferio di risa, notarono che tre davanti a loro restavano impassibili. Uno strizzando un occhio al compagno vicino disse “Vedi quelli, capirai… sono tre carabinieri!” Finita la concentrazione della pausa, Bettino, facendo segno con le mani, zittì tutti e disse “Insomma, compagni, me la fate finì ‘sto cazzo di barzelletta?”

*BRPAGE*

Che c’entra questa storiella con l’incredibile, esagerato uragano che s’è abbattuto su lei, cara Angela Maria, per una vignetta forte, diciamo pure spinta, ma pur sempre una delle vignette che, nella loro sintesi, risultano quasi sempre esagerate? C’entra per il famoso culto della personalità che prima caratterizzava Craxi e ora caratterizza, a sproposito, Mr M’illumino d’incenso, che s’è appiattito, sin dall’inizio su Mr Tachipirina e su cui la Storia, senza arrivare all’eccesso del suo umorismo, sarà, comunque, impietosa.

C’entra con il motto “Il capo ha sempre ragione!”, scritto sulle porte dei dipendenti o sottoposti, timorosi di valutazioni non ottimali del Capo, che quindi… ha sempre ragione, anche quando ha clamorosamente torto. Credo d’essere stato uno dei primi a osare un parallelismo simile alla sua allusione. Nel marzo 2020, visto che Draghi aveva riconfermato l’indifendibile Speranza al ministero della Salute, dandogli addirittura pubbliche attestazioni di stima, non a caso scrissi di “persecuzione vaccinale” volutamente evocando la persecuzione razziale. E, non a caso, aggiunsi che si andava verso una guerra civile… incivile. È tutto documentato su Affaritaliani.

La Verità, il quotidiano più spinto nel linguaggio e nelle critiche verso Mr Tachipirina, Mattarella, Conte e Draghi, solo alcuni giorni fa, è arrivato a usare gli stessi termini: guerra civile. E i perseguitati in questa guerra, o chi s’immedesima in loro, non possono neanche sfogarsi con una vignetta? Quindi la capisco e spero che chi si costringe a dar sempre e comunque ragione al Capo, minacciando di rovinarla politicamente per una vignetta, non arrivi a tanto. Umorismo per umorismo, forse avrei preferito che al posto d’una vera foto di Foffo che telefona a Draghi, avesse messo un elmetto in testa a Draghi (ho visto che gli dona!) che si complimenta con Matteo. Perché anche il suo Matteo, ha dovuto ingoiare, tra i tanti, anche il rospo che ho sottolineato.

Così, forse, l’avrebbero fatta meno tragica e, forse, perdonata.

 

LEGGI ANCHE:

 

Licenziata dall’Atac si prende la rivincita: la Quintavalle è medico chirurgo

 

Carolina Stramare, la nuova fiamma di Vlahovic. FOTO

 

Comitato Etica e biomedicina, duro attacco all’Italia – Il tg VERO GIORNALE