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Politica

Il processo Mediaset arriva in Cassazione: fissata l'udienza per il prossimo 30 luglio, nella quale la Suprema Corte sarà chiamata a decidere se confermare o meno la sentenza con cui la Corte d’appello di Milano dello scorso 8 maggio, ha condannato il leader del Pdl a 4 anni di reclusione e all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici per il reato di frode fiscale. Prontissima la reazione dei bookmaker internazionali che, riporta Agipronews, hanno già aperto le scommesse sull'esito della sentenza e sul "post" in caso di condanna. Per il momento, i quotisti della sigla Betaland pensano all'assoluzione (bancata a 1,25) ma in caso di condanna (a 2,95) hanno aperto il gioco su cosa succederà all'ex Premier. Probabilissimo che il Pdl accuserà il colpo e si scioglierà come formazione politica (a 1,35), a 3,50 si giocano gli arresti domiciliari nella Villa di Arcore. Possibile pure che un'eventuale condanna possa spingerlo a vendere il suo grande amore, il Milan, opzione a 2,85. Salendo in quota, prosegue Agipronews, si trova la possibilità che Barbara Berlusconi diventi leader del Pdl, mentre le ipotesi di espatrio fanno salire le quote di parecchio: una fuga in Kenya è a 20,00, il volo ad Antigua è piazzato a 25,00, mentre se fosse Putin ad accoglierlo in Russia, la quota salirebbe a 50,00.

PDL: CAV FRENA FALCHI. NO COLPI DI TESTA, SOMME SI TIRANO AUTUNNO - Come spesso e' accaduto, anche questa volta Silvio Berlusconi ha 'mandato avanti' i suoi, ha lasciato che si sfogasse tutto il malumore e la rabbia del Pdl, dove cresce il timore di ritrovarsi senza leader nel giro di una ventina di giorni. Anzi, viene spiegato, lo stesso Cavaliere ieri sera a caldo, dopo la decisione della Cassazione di fissare l'udienza del processo Mediaset il prossimo 30 luglio, accelerando di fatto la sentenza finale, parlando con i fedelissimi avrebbe esortato il partito ad alzare la voce, a mettere in atto una reazione forte. Dando cosi' piu' ascolto ai 'falchi' che all'ala moderata del partito, che invitava invece l'ex premier alla cautela. Poi, oggi - anche a seguito di contatti tra palazzo Grazioli e Palazzo Chigi, che si sarebbero poi allargati anche al Quirinale - la decisione di non far precipitare le cose. Del resto, viene riferito da piu' fonti pidielline, lo stesso gruppo alla Camera questa mattina era diviso sul da farsi. Ad alcune colombe, infatti, non sono piaciuti i toni ultimativi di Daniela Santanche', che esplicitamente ha messo in dubbio la vita del governo, legandone le sorti alla sospensione dei lavori parlamentari. Una fuga in avanti che non avrebbe, viene spiegato, raccolto il favore nemmeno dello stesso Berlusconi. Tanto che poco dopo, prima Cicchitto e poi Lupi, si sono affrettati a spiegare che il governo non e' a rischio e che - parole dell'ex capogruppo - non bisogna cadere nelle provocazioni.

Del resto, spiegano ancora le stesse fonti, gia' nella tarda serata di ieri, mentre i deputati erano riuniti alla Camera, il Cavaliere avrebbe frenato sulle diverse ipotesi di protesta di cui si stava discutendo: nessun Aventino, sarebbe stato l'input fatto pervenire da palazzo Grazioli, no dimissioni di massa, ma una richiesta di sospensione dei lavori per riflettere. Sospensione che, dall'iniziale richiesta di 3 giorni, e' scesa fino a un giorno solo. E proprio per dare un segnale rassicurante al governo, Berlusconi avrebbe detto ai suoi alla Camera di non impedire il normale svolgimento del question time con Letta. Insomma, per l'ex premier non e' questo il momento di tirare le somme e prendere in considerazione l'eventualita' di una crisi di governo. Innanzitutto perche', e' la riflessione, i cittadini non capirebbero: c'e' ancora l'aumento dell'Iva da bloccare definitivamente, sull'Imu manca ancora una soluzione. Tutti provvedimenti, tra l'altro, voluti proprio dal Pdl. Non e' da sottovalutare, poi, viene spiegato, l'atteggiamento del Colle in caso di crisi e il timore che Pd e grillini assieme a Sel possano dar vita a maggioranze alternative. Non ultima, la questione processuale: non aiuterebbe l'esito dei procedimenti giudiziari a carico del Cavaliere, e' la convinzione di molti in via dell'Umilta' e dello stesso Berlusconi, se il Pdl fosse l'artefice della caduta del governo. Cio' non vuol dire, viene sottolineato, che l'ex premier intenda ritirarsi a vita privata e attendere passivamente di essere condannato: vendero' cara la pelle, va ripetendo Berlusconi, non faro' la fine di Craxi. E tutto potrebbe nuovamente tornare in discussione, governo compreso, in caso di conferma della condanna a fine mese. Ma ora, e' la linea dettata ai suoi, nessun colpo di testa, manteniamo i nervi saldi e se a settembre il governo non avra' messo in campo le misure economiche necessarie, allora tireremo le somme. E proprio per evitare una rischiosa escalation dei toni, al momento non e' stata ancora convocata la riunione della direzione - o del Consiglio nazionale del Pdl - inizialmente ipotizzata per domani. Tra poco si riuniranno separatamente senatori e deputati, con il segretario e i ministri, per valutare le prossime mosse.

PALMA, DIMISSIONI DI MESSA? E' UNA DELLE IPOTESI - Tra le ipotesi ci sono anche le dimissioni di massa? "E' una delle ipotesi, c'e' un ventaglio di soluzioni su cui stiamo ragionando ma le iniziative devono essere assunte immediatamente", dice ai cronisti Francesco Nitto Palma al termine della riunione dei senatori Pdl.

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