Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Il nome di Giuliano Amato è ancora quello su cui Bersani e Berlusconi puntano per trovare un accordo. Bersani va ripetendo che desidera trovare un candidato trasversale che sia eletto alla prima votazione, ma le trattative sono ad un punto morto.
In entrambi gli schieramenti si sentono scricchiolii. La Lega ha fatto sapere che non voterà nessuno dei tre ‘papabili’ (Amato, Prodi e Monti). Il no, netto, è messo nero su bianco dai capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci. E anche nel Pdl non sono pochi quelli che vedono Amato come il candidato sbagliato. Sono soprattutto gli onorevoli dell’area socialista. “Non potrei mai venire meno alla volontà di Craxi. Non voterò mai Amato e Prodi. Sarei anche pronto a votare D’Alema. Ma Amato no, è più di un traditore, è come se avesse ucciso sua madre”, Spiega Lucio Barani, senatore del Pdl e craxiano convinto. “Come me nel Pdl la pensano diverse persone. Se si arrivasse a quel nome io lo dirò chiaro e tondo che non lo voto”.
E anche nel Pd Amato è poco benvoluto. Gli ex Dc, che spingono su Marini, sono contrari e anche gli onorevoli di Sinistra Ecologia e Libertà sono restii a votarlo. E anche se Matteo Renzi ha avuto parole di elogio per il ‘dottor sottile’ (“ha un prfilo internazionale”), è anche vero che rappresenta la casta. ‘Con la sua pensione da 31.000 euro al mese è il simbolo della vecchia politica, se lo votassimo saremmo il bersaglio dei grillini’, spiegano fonti del Nazareno.
In questa fase di stallo sale il nome di Emma Bonino che ha già avuto diverse aperture. I socialisti di Nencini, alleati del Pd, hanno annunciato che la voterranno. I capigruppo della Lega invece hanno dichiarto che vorrebbero “vedere una donna al Quirinale” e quindi perché no, potrebbe andare anche la Bonino. E i 5Stelle, una volta che si saranno resi conto che il nome di Rodotà non è spendibile, potrebbero ripiegare su quello dell’esponente radicale che alle Quirinarie si è piazzata modestamente.
