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Politica
Di Pietro Mancini
 
La lettura degli ampi servizi, dedicati ai mega-gruzzoloni, che sarebbero stati versati, in nero, dal patron del premio letterario Grinzane, Giuliano Soria, a molti attori, intellettuali e cattivi maestroni "de sinistra", ma con il portafogli a destra, mi ha fatto tornare in mente una vicenda dei primi anni 70.
 
L'allora segretario del PSI, Giacomo Mancini, mio padre,  fu vittima di una durissima campagna del settimanale di estrema destra, "Candido", che gli muoveva delle accuse, rivelatesi del tutto infondate, sulla gestione dell'ANAS, quando dirigeva il Ministero dei Lavori Pubblici. E decise di rispondere a un articolo di Eugenio Scalfari, pubblicato da "L'Espresso".
 
Il giornalista-di cui Mancini aveva chiesto, e ottenuto, la candidatura, nelle liste del PSI, nonostante Nenni e Craxi fossero fermamente contrari, e l'elezione a deputato, in seguito agli articoli del settimanale sul presunto "golpe", nei primi anni 60, del generale De Lorenzo-aveva criticato il comportamento, ritenendolo troppo "freddo",  di Francesco De Martino sugli attacchi della stampa fascista al leader calabrese.
 
A Scalfari Mancini rispose, riferendo un aneddoto, che gli era stato raccontato da un giornalista e scrittore calabrese, Vincenzo Talarico, proprio nei giorni in cui si era diffusa la voce secondo cui numerosi esponenti demartiniani del PSI avrebbero sostenuto la campagna di "Candido", per indebolire la posizione politica del caparbio "leone socialista".
 
"La vicenda-scrisse il numero uno del PSI-riguardava il grande Inquisitore di Francia, Ernest Pinard, accusatore, implacabile, di Gustave Flaubert, che scrisse, nel 1856, "Madame Bovary". Fu spietato, senza attenuanti e senza appello, ma non riuscì a ottenere la condanna dello scrittore, che venne assolto.
 
Insomma, un rigido fustigatore dei costumi. Ma, dopo che passò a miglior vita, si scoprì che Pinard aveva scritto versi licenziosi e pornografici...
Di molti moralizzatori anti-socialisti, che sono sulla piazza, e tu, caro Eugenio-aggiunse Mancini-conosci, meglio di me, certa stampa, non dobbiamo attenderne la morte, per scoprirne i vizi. 
 
Ci basta quello che sappiamo da vivi.
Nei confronti di costoro, e dei loro ispiratori, il PSI è stato, certamente, remissivo",
Credo che l'aneddoto, che ho ricordato, possa essere accostato ai comportamenti di alcuni dei protagonisti, vivi e vegeti, della non molto bella vicenda del premio letterario torinese. 
Se i fatti e i versamenti, riferiti da Giuliano Soria, sono avvenuti, abbiamo scoperto che molti moralisti, che facevano i puri sulla morale altrui, in primis su quella dell'odiato Cavaliere, in realtà, oltre che con i propri nemici, erano inflessibili e assillanti con il cassiere del premio Grinzane non meno delle "olgettine" con il rag.Spinelli di Arcore.
 
 
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moralistisinistrapremio grinzane
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