Raffaele Marra, ex finanziere plurilaureato, è un dirigente pubblico passato dal ministero dell’Agricoltura all’Unire, dal Comune alla Regione, dalla Rai di nuovo al Comune. Ha collaborato con le giunte Alemanno e Polverini, come pure con Zingaretti e di Marino, almeno finché non lo cacciavano, il che avveniva regolarmente perché troppo “giacobino” (parola di Alemanno), cioè perché denunciava un sacco di porcherie in Procura. Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria, l’appestato, l’uomo nero. Per smorzare la tensione, la sindaca l’ha spostato al Personale. Invano: Marra continua a occupare ogni giorno una o due pagine dei giornaloni.
Roberta Lombardi, in un tweet, lo definisce “un virus”? Il tweet finisce su tutte le prime pagine, col contorno di notizie inventate di sana pianta (la Raggi che chiama in lacrime Grillo e Casaleggio per chiedere protezione e minacciare di andarsene e dire sì alle Olimpiadi: telefonata mai avvenuta, lacrime mai versate, minacce mai pronunciate; o la Raggi che nasconde i pareri negativi di Cantone sulle nomine di Marra e Romeo: il parere su Marra non esiste e quello su Romeo è positivo). E dire che il Comune di Roma ne ha 200, di dirigenti, di cui 8 tra indagati e condannati, ma mai rimossi né citati sui giornali. Marra invece è incensurato, e questo forse è il problema: però il Messaggero assicura che, siccome comprò casa dal costruttore Scarpellini allo stesso prezzo stimato da una perizia della banca Barclays che gli erogò il mutuo, senza mai firmare un atto riguardante Scarpellini (all’epoca si occupava di incremento delle razze equine), “la Procura sembra voler fare chiarezza”. Ergo, è il mostro di Lochness.
Questo scriveva Marco Travaglio su Il fatto del 17 settembre scorso.
Una chiara difesa di Raffaele Marra, oggi arrestato con l’accusa di corruzione.
Ed ora, Travaglio pover’uomo, come farà? Lui così abituato al fact checking anglosassone è stato puntualmente impallinato da un eccesso di zelo…; lui il nostro Robespierre casereccio, tutto puntualizzazione e dati non aveva capito quello che stava combinando il suo protetto o peggio l’aveva capito e stava cercando di coprirlo? Del resto Marra cerca tramite il costruttore Scarpellini ha cercato di influenzare l’editore de Il Messaggero, Caltagirone, per avere un po’ di “buona stampa”, così agli atti della procura.
Ma torniamo al nostro rivoluzionario salottesco.
Sarà divertente vedere come si trarrà di impiccio questa volta che è stato beccato con le mani nella marmellata mediatica e viene da pensare che anche lui dovrebbe fare come Gianfranco Fini che a riguardo della casa di Montecarlo ha detto due giorni fa che “Sono stato un coglione. corrotto mai”.
Ah dimenticavo…; su una cosa ha ragione Travaglio: Marra “è” il mostro di Lochness, solo che lui non se ne è voluto accorgere.

