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Politica
berlusconi cieco

E' il segnale che il Pdl attendeva. E il partito, almeno per il momento, abbandona le barricate: niente Aventino. La lunga nota di Giorgio Napolitano dopo l'incontro con i vertici del Csm rasserena lo stato maggiore di via dell'Umilta' e conferma la convinzione di Silvio Berlusconi che l'unica 'garanzia' resta l'inquilino del Colle e per questo, in una fase cosi' delicata e incerta, Napolitano dovrebbe rimanere al suo posto almeno per un altro anno.

Certo, non manca di notare il Cavaliere, ancora ricoverato al San Raffaele ma in via di miglioramento, il Capo dello Stato non risparmia bacchettate all'ex premier e al suo partito, all'indomani della manifestazione al palazzo di Giustizia di Milano. Ma il resto dell'intervento del presidente della Repubblica e' musica dolce per le orecchie del Cavaliere. Non solo, viene sottolineato, si riconoscono le nostre preoccupazioni, ma si richiamano i magistrati a garantire a Berlusconi di poter partecipare alla "complessa fase politico-istituzionale", di fatto indicando anche la data: fino ad Aprile. Ovvero, e' la lettura pidiellina, fino all'elezione del nuovo Capo dello Stato. Un messaggio chiaro ai giudici che per Berlusconi suona come uno stop: fermatevi, nessuna iniziativa precipitosa con l'intento di ricorrere alle aule di tribunale per impedirmi di far parte dei giochi. Insomma, il Cavaliere sorride soddisfatto, Napolitano ha ristabilito la verita', ha messo in riga i pm politicizzati e ha riconosciuto al Pdl la valenza di partito votato da milioni di italiani.

Nel Pdl non si da' poi nemmeno tanto peso alla parte di comunicato in cui il Capo dello Stato definisce "aberrante" l'ipotesi che ci sia uno scopo politico nella azioni della magistratura. Ma, viene osservato, non poteva fare altrimenti, come capo del Csm e come Presidente della Repubblica. L'allerta, tuttavia, resta alta: se i pm non cambieranno rotta, torneremo in piazza, e' l'imperativo. Ora pero', e' il ragionamento a caldo, siamo di nuovo della partita e Bersani dovra' fare i conti con noi. Il Pd, si osserva non senza malizia in via dell'Umilta', credeva di essersi gia' sbarazzato di Berlusconi, ma ha fatto male i conti. L'ex premier, non appena i medici glielo consentiranno, rientrera' a Roma - tuttavia e' ancora in forse la sua presenza all'insediamento del nuovo Parlamento - e iniziera' a tentare di sbrogliare la delicata matassa.

La linea, al momento, resta la stessa: governo di larghe intese politico, niente esecutivi tecnici, o molto meglio tornare al voto. E se Bersani continuera' a incaponirsi, viene spiegato, e a voler perdere la faccia, prego si accomodi. Il Pdl fara' opposizione dura. Certo, al Cavaliere non sfugge il fatto che difficilmente potra' dire la sua nella partita per le presidenze delle Camere, ma quella piu' importante e' ancora tutta da giocarsi: il nuovo inquilino del Colle piu' alto. Oggi Berlusconi ha chiarito: voteremo un nostro candidato.

Tra i nomi che circolano c'e' sempre quello di Gianni Letta, e a molti non e' sfuggito che l'ex sottosegretario abbia varcato oggi, anche se in momenti diversi, lo stesso portone di palazzo Chigi come ha fatto Enrico Letta: boatos indicano il primo quale successore di Napolitano e il secondo al posto di Monti, accreditando la tesi secondo cui Bersani dopo le consultazioni fara' un passo di lato per garantire la nascita di un esecutivo. Ma tra i candidati possibili per il Quirinale spunta anche il nome dell'ex numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia. L'opzione prioritaria per l'ex premier, tuttavia, e' che Napolitano - tanto piu' dopo le sue parole - prosegua il mandato. Un'ipotesi che 'garantirebbe' Cavaliere e Pdl, non solo sul fronte giustizia, ma anche nell'eventualita' - che in via dell'Umilta' si inizia a temere - che il Pd possa fare 'melina' fino al 15 aprile.

Certo, Napolitano non ha risparmiato osservazioni critiche al segretario Alfano e ai due capigruppo uscenti, riferiscono fonti pidielline, ricordano loro che in questo delicato momento e' necessario avere senso di responsabilita'. Tanto piu', avrebbe sottolineato il Capo dello Stato, senza pero' fare accenni diretti, se si dovesse concretizzare l'ipotesi di un governo di larghe intese. Insomma, il senso del discorso fatto da Napolitabno ai vertici pidiellini, viene riferito, e' che se si mettono fuori dai binari istituzionali, mobilitando le piazze e gridando al golpe, si autoescludono dalla partita. Questo non vuol dire, spiegano le stesse fonti, che il Pdl stara' in silenzio ad osservare qualora il Pd, come per i pidiellini sembra prospettarsi, si spartira' tutte le poltrone: in quel caso sara' battaglia, torneremo in piazza, e' l'avvertimento.

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