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Politica
Il commento/ La sfida di Renzi e la rivincita di Alfano

Sono in tanti a non aver apprezzato la mossa di Renzi. Dentro e fuori dal suo partito. E il flop delle primarie per i segretari regionali ne é la prova lampante. Delusi i politici, delusa la gente comune. Aveva promesso 'mai a Palazzo Chigi senza essere eletto'. Eppure. C'è da dire che nella cosa in sé non c'è niente di così strano. Siamo in una repubblica parlamentare. Noi eleggiamo senatori e deputati. Stop. Il resto dipende da loro e dal presidente della Repubblica. É pretestuoso dire che non lo abbiamo eletto presidente del Consiglio. In fondo anche l'italicum di Renzi-Berlusconi non parla di elezione diretta del premier. Quello che stona è lui. Il rottamatore che ha fatto del consenso la sua arma principale. Quello che ha fatto due primarie per vincerle e che ora balza a Palazzo Chigi con una manovra, scusate il bisticcio, di Palazzo. Mai più larghe intese, aveva detto. Ma un governo con il NCD cos'è? Mai più il potere di ricatto dei partitini. Ebbene, senza il placet ancora di Alfano o di Scelta Civica dove va Renzi? Aveva detto che la parola data ha un valore, che le promesse si mantengono. In tanti gli avevamo creduto.

Cosa é cambiato così velocemente? Probabilmente la consapevolezza che andando al voto con l'italicum il Centrosinistra avrebbe perso e che un altro treno chissà quando sarebbe passato. E allora ecco la fretta di provarci subito. Di dimostrare che lui, a 39 anni e senza mai essere stato in Parlamento, può riuscire a cambiare le cose davvero. Il fegato e l'arroganza per fare qualcosa li ha Renzi. E forse anche l'autonomia dalle lobbies che hanno bloccato prima Monti e poi Letta. I parlamentari, d'altra parte, hanno solo da guadagnare a stare in sella fino al 2018. E questo lui lo sa. La sua arma é questa. Usare l'istinto di sopravvivenza degli eletti per vincere lui e far sopravvivere il Paese.

Tutto da perdere e il primo premio da vincere per il nuovo Premier. Lui lo sa e lo sanno anche i suoi che lo difendono di fronte all'indifendibile. Perché ha mentito e ha fatto fuori Letta senza neanche dire perché. Alfano non ha scelta, pare abbia detto Renzi di fronte alle resistenze dell'ormai ex vicepremier. É vero. Ma anche lui, il rottamatore non ce l'ha. Non ha i numeri senza di lui. Deve trattare, fare quelle cose, quei rituali come ha detto la Serracchiani che sembra arrivata da Marte quando ironizza per atti come le consultazioni, che tanto disprezza. E Angelino tanto bistrattato a destra e a sinistra ora può alzare il prezzo. E intanto aggredire, con una rabbia insolita per lui, Forza Italia. 'Inutili idioti hanno circondato Berlusconi' ha detto Alfano. Una bomba. Che spalanca il varco tra il NCD e FI in vista delle Europee dove ognuno correrà per conto proprio e apre una credenziale in più con il Governo. Perché il quid, in questo modo, Angelino mostra di averlo. Perché così sottrae a Renzi la possibilità di fare accordi sottobanco con Berlusconi. Così diventa la sponda migliore per il Pd. Che può concordare tattiche e strategie alla luce del sole.

Alfano senza Renzi torna a casa e con Berlusconi in campo ha poche possibilità di sopravvivere. Renzi senza Alfano fallisce e se si va a votare rischia grosso. Insieme possono riuscire a cambiare le cose? A fare le riforme e a rilanciare l'economia? Non lo sappiamo. Ma se ce la fanno, dopo, nel 2018 le loro quotazioni possono salire di molto. Renzi può aprire un ciclo pari a quello di Berlusconi come orizzonte temporale e politico. Alfano, con Berlusconi ultra ottantenne, può davvero essere protagonista di un nuovo Centrodestra. Hanno solo da guadagnare. Loro. Ma anche noi.

@AdriSantacroce
Adriana Santacroce

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