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Il Conte Gentiloni, Giachetti e le parolacce

Il Conte Gentiloni, Giachetti e le parolacce
paolo gentiloni 01

Nel suo alto discorso di insediamento alle Camere il Conte Gentiloni non aveva mancato di soffermarsi sul clima violento a livello verbale che la politica aveva usato e stava usando soprattutto in relazione al referendum costituzionale di Renzi/Boschi miseramente fallito e che aveva mandato a casa il giovin signore dell’Arno.

Tutto molto bello, tutto nello spirito natalizio per carità.

Se non fosse che appena qualche giorno dopo, durante l’assemblea nazionale del Pd Giachetti amico, sodale, compagno di Gentiloni non inaugurasse nel dibattito politico -per di più interno- una bellissima espressione “faccia come il culo” rivolto alla minoranza dem e in particolare al Deputato Speranza che da quando Renzi lo fece fuori da capogruppo alla camera c’ha il dente (proletario) avvelenato.

Non entriamo nei dettagli della verosimiglianza più o meno accentuata che ci possa essere tra le due parti anatomiche nel soggetto in questione, che magari il povero Giachetti ci potrebbe pure prendere, ma il fatto è che l’uscita di domenica ha una sua rilevanza storica.

È la prima volta che la volgarità conclamata entra ufficialmente nel dibattito politico nazionale. Ed è già questo un elemento sicuramente negativo.

L’altro è che l’altrettanto povero Conte Gentiloni si è dovuto sorbire in (demo)cristiano silenzio la battutaccia; proprio lui che da Conte e conoscitore del galateo aveva giustamente stigmatizzato il degrado della politica.