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Politica


Lo tsunami Grillo ha perso la sua forza travolgente. I dati delle Amministrative sono impietosi. Soprattutto a Roma dove Giovanni De Vito, candidato del Movimento 5 Stelle, ha raccolto meno del 15%. Un vero e proprio tracollo (anticipato dalla batosta di aprile in Friuli Venezia Giulia dove il candidato grillino non aveva superato il 20%)  se confrontato col sorprendente 25,7%  del 24 e 25 febbraio. Già la piazza di sabato a Roma aveva fatto presagire la possibile debacle del candidato grillino. Niente a che vedere col comizio si chiusura della campagna elettorale delle Politiche targato Grillo-Casaleggio. Allora, solo tre mesi fa, piazza San Giovanni, era stracolma di gente, convinta di mandare a casa, per usare un eufemismo, la classe politica corrotta e malvagia. Oggi la situazione è cambiata notevolmente: il governo di larghe intese, guidato da Letta, e sostenuto da Pd e Pdl ha in qualche modo anestetizzato il quadro politico.

La protesta grillina si è come sgonfiata e chi osteggia il governissimo ha preferito restarsene a casa piuttosto che votare il Movimento 5 Stelle. Ma non solo questo spiega il drastico ridimensionamento del Movimento guidato dall'ex comico. Oltre ai primi incoraggianti passi del governo Letta, su tutto ha fatto presa nell'elettorato il ddl per cancellare il finanziamento pubblico ai partiti, Grillo deve fare il mea culpa. I grillini infatti pagano le divisioni interne, le eterne dispute sulla diaria, le espulsioni e le gaffe di alcuni onorevoli e dello stesso Grillo che ha perso la sua verve iniziale. Anche il suo messaggio, una volta efficace e diretto, non ha più la stessa presa sulla gente che in molti casi è così passata dall’incazzatura alla rassegnazione. Entrare nel Palazzo poi ha fatto perdere quell'alone di verginità che circondava i neoeletti parlamentari. Il duro confronto con la realtà politica, fatta di tatticismi e lunghe trattative, ha come imbrigliato i grillini che hanno pagato anche il fatto di non aver ceduto alla corte di Bersani. Così il Movimento 5 stelle è apparso agli occhi dei suoi stessi elettori come il fautore occulto del governissimo. Proprio quello che i suoi elettori non avrebbero mai voluto veder nascere. La corsa di Grillo non finisce certo qui, ma da oggi la risalita sarà lunga e difficile. Come sarà complicato convincere quelli che piuttosto che rivotare M5S sono rimasti a casa.

 

Daniele Riosa twitter (@DanieleRiosa)

 

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