Ieri al Quirinale Matteo Renzi, nel suo lungo show duranto quasi trenta minuti, ha rilanciato la palla nel campo degli ex alleati della maggioranza. Dal Partito Democratico è già arrivato da giorni il via libera alla ricostruzione dell’intesa con Italia Viva, oggi gli occhi sono puntati sulla delegazione del Movimento 5 Stelle e su che cosa dirà il capo politico Vito Crimi.
Considerando il sostanziale fallimento dell’operazione ‘costruttori-responsabili’, che non ha aggiunto un voto alla maggioranza a Palazzo Madama, con tanto di dietrofront clamoroso di Luigi Vitali, è prevedibile che dai 5 Stelle al Colle non arrivi un veto a Renzi e ai renziani, anche perché, se così fosse, la strada verso le elezioni politiche anticipate sarebbe tutta in discesa.
D’altronde le altre soluzione sembrano precluse: Forza Italia ha detto no alla maggioranza Ursula e le larghe intese sono state bocciate tanto dal Pd quanto dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Il M5S, però, non è affatto coeso. L’ala Di Battista-Lezzi-Toninelli-Lannutti spara alzo zero e grida il suo “mai più con Renzi”. Sul fronte opposto ci sono altre voci quasi diametralmente opposte, come quella di Giorgio Trizzino (e non solo).
E’ quindi pronosticabile che da Crimi, pur senza alcun veto, arriveranno comunque non pochi paletti prima di riaprire il dialogo con Italia Viva. I pentastellati vogliono essere sicuri di potersi fidare nuovamente di Renzi perché il vero timore è quello di far nascere il Conte ter e poi ritrovarsi al punto di partenza con le liti interne all’esecutivo che abbiamo visto negli ultimmi mesi.


