
Mentre tutti gli occhi sono puntati su Roma, un segnale importante arriva dalla piccola Valle D’Aosta dove le urne si sono già chiuse. Con più della metà delle schede scrutinate i dati ribaltano le aspettative: il Movimento 5 Stelle è crollato riducendo di due terzi il suo consenso. Un vero flop per il partito guidato da Beppe Grillo che è passato infatti dal 18,5%, ottenuto appena tre mesi fa alle Politiche, al 6,17% di queste Regionali.
Il raffronto con gli altri partiti è impossibile, visto che le liste che si sono presentate non sono le stesse delle Politiche; difficile dire quindi chi ha perso o guadagnato dal flop del M5S. Quello che è certo è che i valdostani, se alle elezioni di febbraio hanno voluto mandare un segnale forte di critica ai partiti ‘tradizionali’, quando si parla della loro regione e dell’amministrazione del territorio preferiscono escludere i 5Stelle.
Non si può parlare neppure di ‘effetto astensione’ visto che l’affluenza è stata stabile: solo una flessione dell’1,26%. Dove andare a cercare le cause di questo tracollo allora? Una spiegazione potrebbe essere la candidatura di un governatore poco conosciuto, che non ha saputo conquistare gli animi dei valdostani. O forse il Movimento paga le divisioni interne, le eterne dispute sulla diaria, le espulsioni e le gaffe di alcuni onorevoli. Ed infine la mancata alleanza con il Pd per formare un governo, ipotesi esclusa da Grillo, ma caldeggiata da una parte non piccola della base.
