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Politica

Di Francesca Immacolata Chaouqui

Oggi andando a votare penserò che posso farlo grazie a uomini come De Gasperi e Togliatti. Che politici di quel calibro (indipendentemente dalle loro convinzioni) non ci saranno più ma che forse non è detto che non ce ne saranno altri bravi in maniera diversa. Andrò a votare dopo 2 mesi di indigestione mediatica di programmi, urla, convinzioni, confronti, balle pubbliche, balle private, arresti ad hoc, demogogie elettorali, liste truccate, salite e discese, discorsi allo sfinimento su quote, seggi, maggioranze e una domanda: sarà servito questo can can per parlare davvero alla gente?

Dopo aver bombardato tutti di spread, rating, default, credibilità in Europa, qualcuno in corsa per Camera a Senato si è fermato a dettare davvero la cura e spiegarla alla gente? Ho avuto la sensazione che spesso in questa campagna elettorale si è parlato ad una elitè: il popolo sveglio alle 23.00, gli eletti di Facebook o Twitter, i lettori dei giornali. E tutti gli altri? È stato spiegato a loro quanto peserà la loro scelta in termini di occupazione, competitività, credibilità e crescita del Sistema Italia? Quando voterò oggi penserò che il mio voto, per quanto cosciente e informato, ha lo stesso peso del voto di un professore che conosce a menadito il bilancio dello Stato e il voto di quel professore ha lo stesso valore di chi ritiene che la politica sia qualcosa che non lo coinvolga. Interessi diversi in una democrazia eterogenea ma paritaria. Non so se giusta.

Quando voterò penserò che non ho fatto parte della generazione all inclusive e che per comprarmi il cellulare davo lezioni private all'università. Penserò che lavoro da quando avevo 22 anni e che sono stata choosy e ambiziosa ma, diciamocelo, anche brava. Non ho mai creduto che il lavoro dovesse essere qualcuno a dartelo, men che meno lo Stato. Mi sono posta un obiettivo e ho cercato una nicchia dove realizzare i miei interessi. Penserò, votando ai sacrifici che ho fatto. E ammetterò con onestà che il sistema, tanto demonizzato, non mi ha reso vittima. Non ho trovato raccomandati a farmi le scarpe, ho fatto amicizia con decine di figli di papà senza sentirmi in dovere di disprezzarli per questo. Quando voterò oggi correrò con il ricordo alla mia San Sosti, il primo posto dove ho votato. La mia San Sosti dove l'anno scorso alle elezioni comunali ha corso come candidato Sindaco un ragazzo di 30 anni, mio compagno di classe. Il simbolo che anche in Calabria c'è un cuore che pulsa e brama il rinnovamento. Strade diverse e scelte diverse per me e il mio coetaneo, stessa formazione peró, stesso substrato culturale, stesso contesto sociale: scelte diverse io quella di andar via, lui di restare. Io idee e lui gambe e impegno.

Quando voterò penserò a chi mi dice "privilegiata" perchè alla mia età e nel mio piccolo intervengo nel dibattito sociale ed economico di questo paese. Un privilegio però è qualcosa che deriva dal diritto, il mio è una conquista. E allora penserò che vorrei un sistema di pensiero politico che abitui i giovani ad essere protagonisti del loro tempo, che li formi per le sfide globali a cui siamo chiamati oggi. Quando voterò lo farò pensando che questo post lo sto scrivendo da un resort in Toscana ma non per questo voglio essere oggetto di demonizzazione reddituale. Il mio reddito deriva dal lavoro, un lavoro del quale il 43% va nelle casse dello Stato per servizi (ospedali, trasporti pubblici, scuole pubbliche) che io per la maggior parte non utilizzo ma a cui sono consapevole di dover contribuire.

Votando rifletteró che l'Imu è una tassa iniqua e che Monti un saccentone. Che votare Grillo nn significa essere incazzati ma impazziti. Che Berlusconi nonostante tutto continua a starmi simpatico come imprenditore, che volevo votare Giannino e che se ha la laurea o no mi importa poco. Che su Ingroia sarei cattiva quindi taccio. E che alla fine forse voterò il Pd anche se sono certa che dopo la messa all'angolo di Renzi tradirei quello in cui credevo. E allora non so ancora cosa voterò stasera in quella scuola di periferia. So solo che lo farò d'istinto ma purtroppo so anche che non sarà un voto convito ma la scelta del male minore. Think again.

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