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Politica
Il piano segreto di Renzi e Berlusconi


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Sono giorni difficili per Silvio Berlusconi, non tanto e non solo per gli ennesimi guai giudiziari - da Napoli alla Puglia - ma soprattutto per la collocazione politica di Forza Italia. L'ex premier prima o poi dovrà fare una scelta. Non può stare in Italia con Salvini e in Europa con la Merkel. E molti esponenti della Cdu tedesca, così come lo stesso leader del Carroccio, gli hanno già fatto notare questa incongruenza. Subito dopo le elezioni regionali e i ballottaggi delle Comunali l'ex Cavaliere sembrava vicinissimo a Salvini e pronto a dare battaglia in Parlamento contro il governo Renzi. Poi le cose sono cambiate. Sul piano politico la vicenda greca ha allotanato la Lega, lepenista, da Forza Italia, che sta nel Ppe. Ma non è ovviamente solo la Merkel (e l'euro) a segnare una profonda divisione nel Centrodestra. Prima di tutto c'è la questione della leadership: Salvini, numeri alla mano, è l'azionista di maggioranza ma Berlusconi non vuole abdicare consegnandosi al Carroccio. E gli azzurri al loro interno sono profondamente divisi; c'è chi sostiene la linea dura dell'intesa a tutti i costi con Via Bellerio e chi invece guarda al centro. L'ex Cav, anche vista l'ennessima scissione (quella di Verdini e dei suoi fedelissimi che di fatto sono già in maggioranza con il Partito Democratico), nelle ultime settimane si sta sempre più convincendo che la strada da seguire non sia quella dell'alleanza con Salvini. Stando alle indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it, i vertici di Mediaset e Finenvest, tra cui i figli Marina e Piersilvio, avrebbero fatto pressione su Berlusconi affinché non segua le "pericolose" idea anti-euro del segretario leghista. Non solo, dal Biscione avrebbero anche fatto notare anche che per il bene del gruppo è fondamentale la stabilità politica e, quindi, l'attuale governo deve andare avanti. Ed ecco la svolta del numero uno di Forza Italia con il rilancio del Patto del Nazareno, la linea morbida sulla Buona Scuola e il possibile soccorso azzurro sulle riforme istituzionali a Palazzo Madama. Sullo sfondo ci sarebbe poi l'idea di costruire un soggetto politico unico tra Pd e azzurri, qualore Renzi decidesse di svoltare defintivamente verso il Partito della Nazione. Una sorta di convergenza al centro. Si tratta ancora di uno scenario a lungo termine, ovviamente, ma se vista la scelta pro-Pd di Verdini e il timore di restare all'opposizione per sempre come vassallo di Salvini, Berlusconi potrebbe anche decidere di costruire una nuova Dc centrista con il presidente del Consiglio. Alla fine, dicono gli azzurri, meglio fare l'alleato di chi è al governo che il portatore d'acqua di chi rischia di non arrivare a Palazzo Chigi, almeno nell'immediato.

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