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Politica

Il potere di Matteo Renzi sta raggiungendo livelli fantascientifici. L’adulazione va di pari passo a forme di satira innocenti, che sono manifestazioni di adulazione indirette e mascherate, funzionali a se stesse e al sistema. Adesso Fortune colloca il nostro presidente del Consiglio tra i più potenti under 40 del pianeta (terzo in classifica). Ottimo. Onore al merito. La storia è fatta di grandi uomini. Il pregio di Matteo Renzi è sicuramente quello di voler far cambiare il Paese. Fare tante cose. Quasi un miracolo dopo decenni di immobilismo, clientelismo; tutta quella serie di situazioni che hanno determinato il paese ingessato, incartato che è sotto gli occhi di tutti. Secondario è discutere il metodo di Renzi.

Per molti sbrigativo, confusionario. Una prassi che riflette una certa visione aziendale, più americana che inglese ed europea, per cui l’importante è dettare la linea, poi le idee quasi spontaneamente si concretizzano. Quindi è in parte sbagliato quanto sostengono tanti giornalisti e osservatori. Dire che Renzi promette e non mantiene, è una critica anch’essa secondaria. La dissidenza all’interno del Pd, come evidenzia il dibattito sul Jobs act, è mal tollerata, repressa. Certo dispiace che la critica sia negativamente accolta. Ma dall’altra parte c’è anche un senso di incapacità, e probabilmente una debolezza del messaggio che appare solo distruttivo. La vera questione è quella del consenso e del potere. Ma sarebbe meglio parlare di solitudine del potere. Anche così si spiegano molte situazioni: la mancanza di congruenza perfetta tra quanto enunciato e quanto effettivamente compiuto; il fatto che vengono recepite negativamente figure di secondo piano che si mettono in luce; i rapporti difficili con chi la pensa diversamente; infine, e forse l’argomento più importante, l’incapacità del giornalismo e degli osservatori italiani di comprendere le vere ragioni del fenomeno Renzi. Una risposta, un’ipotesi di strada da percorrere per capire, potrebbe arrivare dalla frase di Oswald Spengler: “Potere è sapere”. Che cosa sa Matteo Renzi?

Ernesto Vergani

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