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Il referendum rinviato al 22 novembre? Così legislatura blindata fino al 2023

Slittano anche le Regionali, ma Palazzo Chigi frena i rumor

Il referendum rinviato al 22 novembre? Così legislatura blindata fino al 2023
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L’emergenza coronavirus terremota la politica. Nella bozza del decreto che il governo si prepara a varare c’è anche lo slittamento delle elezioni regionali (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia) di tre mesi. Alle urne, quindi, si andrà in autunno, probabilmente tra la metà di…
 

Referendum e regionali: Palazzo Chigi,sentiremo opposizione e regioni – Rispetto alle indiscrezioni uscite in queste ore circa una presunta decisione assunta dal governo per il rinvio delle elezioni amministrative e regionali nonche’ per la fissazione della nuova data della consultazione referendaria, si precisa che, in realta’, nessuna decisione e’ stata deliberata dal Governo e che qualsiasi scelta in questa direzione sara’ assunta solo dopo avere consultato le forze politiche di maggioranza e di opposizione, nonche’ coinvolgendo le stesse regioni, nel pieno rispetto delle loro prerogative costituzionali. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

L’emergenza coronavirus terremota e rivoluzione la politica italiana. Nella bozza del decreto che il governo si prepara a varare per fronteggiare la crisi economica c’è anche lo slittamento delle elezioni regionali (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia) di tre mesi. Alle urne, quindi, si andrà in autunno, probabilmente tra la metà di ottobre e la metà di novembre (e questo cambiamento interessa anche le Comunali). Ma il vero colpo di scena è l‘ulteriore slittamento del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: il termine entro il quale è indetta la consultazione confermativa è di duecentoquaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso.

Di conseguenza il referendum slitta sicuramente in autunno, dopo la pausa estiva. Ipotesi più probabile domenica 22 novembre. Con questo provvedimento, di fatto, la legislatura durerà quasi sicuramente fino al termine naturale, il 2023. Impensabile infatti che quest’anno si possano tenere le elezioni con la crisi sanitaria ed economica (e con il referendum istituzionale ancora da svolgere) e quindi la prima finestra utile sarebbe alla fine della primavera del prossimo anno, dopo la scontata vittoria del sì al taglio degli eletti (che richiede altri tre mesi per essere implementato). Peccato che in estate (tra luglio e agosto) del 2021 scatti il semestre bianco del presidente della Repubblica, ovvero gli ultimi sei mesi di mandato durante i quali il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, non può per Costituzione sciogliere le Camere.

Successivamente nel 2022 si elegge il nuovo inquilino del Quirinale che, come consuetudine, è quasi impossibile che decida di chiudere anticipatamente la legislatura come suo primo atto al Colle. E quindi, inevitabilmente, si va alle elezioni nel 2023, cinque anni dopo le ultime Politiche. Non a caso, sono in molti in Fratelli d’Italia a parlare di ‘pasticcio‘ della Lega per aver dato le sue firme (6-7) necessarie in Senato per tenere il referendum costituzionale. Evitando così, grazie anche al coronavirus, che l’Italia torni a votare per almeno i prossimi tre anni.