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Il senso della Raggi per le nomine

Nominata Vittoria Crisostomi, indagata

Il senso della Raggi per le nomine
virginia raggi 01

Ci risiamo.
“Nostra Signora dei frigoriferi” ha colpito ancora con una delle sue ormai famose “ordinanze”, questa è la 112.
Una nuova nomina di indagata e cioè Vittoria Crisostomi (64) nuova delegata alla gestione dei finanziamenti pubblici per la riqualificazione urbana.
La Crisostomi è un architetto ed è indagata per corruzione dalla procura di Roma per vicende legate alla lottizzazione di una zona di Roma sud, il Laurentino.
Secondo gli inquirenti la dirigente avrebbe fatto favori a dei costruttori Emiliano Cerasi e Luca Navarra, aiutata dal già assessore all’urbanistica, Giovanni Caudo, quello che voleva il nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle (sempre zona Roma sud).
La Raggi dunque non ne azzecca una, sembra avere una specie di radar che la sintonizza sulle frequenze degli indagati, a Roma si direbbe che se li va a capare, cioè a scegliere con il lanternino.
Dunque dopo la Muraro indagata non a sua insaputa ecco la nuova inopportuna nomina.
Senza contare che Virgy ancora non ha nominato un capo di gabinetto che non fosse impallinato poco dopo e il segretario generale.
Pure il suo capo di segreteria politica, il fu impiegato Salvatore Romeo, è sotto osservazione della magistratura per via della sua nomina senza contare la sempre incombente vicenda di Raffele Marra, che lavorò con Alemanno ed ora è stato folgorato sulla via delle Stelle (Cinque).
Questo stato di cose, insieme agli amorevoli effluvi scambiati tra la Raggi e i consiglieri di Trump, agitano l’incredula base, quella ancora che mangia verdura (molti i vegani) e va in bici, compreso l’ex marito “separato in casa”, come si usa chiamarlo ora.
La minestra romana che è sempre fonte di meraviglia per i cittadini e rappresenta un vero ben godi per i giornalisti è insaporita poi dai piatti forti nazionali: lo scandalo delle firme false che si allarga a macchia d’olio tanto da far costituire a Grillo un gruppo di probi viri con diritto di espello.
Ma i Cinque Stelle non erano quelli duri e puri?