Marco Minniti, neo ministro degli Interni è o dovrebbe essere una persona di esperienza e saggezza istituzionale e politica e quindi desta veramente meraviglia la sua assoluta superficialità nel divulgare pubblicamente nome e cognome dei due poliziotti ei cui uno ha ucciso il terrorista islamico a Milano.
Non contento del pericoloso scivolone ha continuato intransigente nella sua linea perseverando ad elogiare pubblicamente i due con foto celebrative; ci manca solo l’indirizzo di dove abitano e l’incredibile vicenda avrebbe il degno epilogo.
Oltretutto l’aver ucciso un terrorista non è il massimo per la sicurezza del nostro Paese che così sarà esposto a rappresaglie.
Ma l’Italia è così; non contenti di essere finora stati tenuti fuori dagli attentati abbiamo provveduto a rimediare.
Naturalmente il capo della Polizia Franco Gabrielli si è precipitato ad elogiare il “suo” ministro rifacendo ancora nomi e cognomi. Sembrano i Cinque Stelle, ma questa volta Virginia Raggi non c’entra, diamogliene atto come di una notizia.
Grazie nuovo governo. Grazie Minniti. Grazie Gabrielli. Da ieri l’Italia è un Paese ad estremo rischio.


