Il conto corrente di Ilaria Salis sarebbe stato pignorato per circa 7mila euro di spese legali legate alla causa con due ex collaboratori. Il suo avvocato nega però qualsiasi rifiuto di pagare e sostiene che gli atti non siano stati regolarmente comunicati.
Il pignoramento riguarda le spese dei ricorsi respinti, mentre l’appello principale è atteso a ottobre
Il conto corrente di Ilaria Salis sarebbe stato pignorato per circa 7mila euro di spese legali rimaste insolute. La notizia è riportata da Il Giornale. Il provvedimento si inserisce nella causa di lavoro che oppone l’eurodeputata di Avs ai suoi ex collaboratori parlamentari Valentina Dadda e François Gelmetti. Il Tribunale del lavoro di Milano ha condannato Salis in primo grado a versare circa 150mila euro a ciascuno dei due ex assistenti, che avevano fatto causa dopo il licenziamento del 2025, ritenuto senza giusta causa.
L’eurodeputata ha presentato appello e, con due distinti ricorsi, ha chiesto anche la sospensione dell’esecuzione della sentenza. Entrambe le richieste sono state respinte ad agosto, con la condanna al pagamento delle relative spese legali. Secondo Il Giornale, il mancato versamento di circa 7mila euro avrebbe portato i legali dei due ex collaboratori ad avviare la procedura di pignoramento presso terzi sul conto corrente di Salis, sul quale viene accreditato anche lo stipendio per il mandato al Parlamento europeo.
La difesa dell’eurodeputata contesta però la ricostruzione secondo cui Salis avrebbe rifiutato di adempiere al pagamento. Il suo avvocato, Gaspare Emanuele Trizzino, ha precisato che “non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell’onorevole” e che “nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza”. “Pur essendo titolare di un domicilio digitale regolarmente iscritto nell’Indice Nazionale dei Domicili Digitali (INAD), Salis non ha ricevuto a tale indirizzo né l’atto di precetto né l’atto di pignoramento e, a tutt’oggi, non è a conoscenza dell’esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento. Al contrario, aveva incaricato i difensori di contattare le controparti al fine di proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute”, ha riferito Trizzino.
Il legale ha aggiunto che “è opportuno precisare che la condanna alle spese cui si riferisce il pignoramento è stata impugnata e sarà riesaminata dalla Corte d’Appello di Milano nel prossimo mese di ottobre”. “L’onorevole Salis non si è dunque mai sottratta alle proprie eventuali obbligazioni ed è disponibile a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto all’esito dei giudizi in corso, non appena le saranno comunicati l’importo e le coordinate necessarie al pagamento”, ha concluso. L’udienza davanti alla Corte d’Appello di Milano sulla causa principale è prevista nel mese di ottobre.


