E’ terminato dopo poco meno di un’ora il colloquio tra il presidente della Repubblica e il sindaco di Firenze. Giorgio Napolitano ha ricevuto Matteo Renzi, arrivato in bicicletta, nella sede della prefettura prima dell’inizio del congresso dell’Anci.
Lo ha chiamato “caro sindaco Renzi”, ma Giorgio Napolitano non ha risparmiato una battuta scherzosa al primo cittadino di Firenze, nel prendere la parola all’assemblea dell’Anci. “Un grazie a te caro sindaco Renzi”, ha esordito il presidente della Repubblica, “e non fa niente che da ragazzo io tifassi per Coppi…”. Nel suo intervento proprio davanti ai sindaci di tutta Italia, Renzi era tornato nel pomeriggio a esaltare Gino Bartali e il suo: ‘L’e’ tutto sbagliato, l’e’ tutto da rifare’.
“No, questa cosa va rimessa sui binari normali. Credo che” il cambiamento della legge elettorale “la vogliano gli italiani. “Il governo non cade”. Lo ha detto il sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd Matteo Renzi, a margine di una inziativa, ai giornalisti che gli chiedevano se la legge elettorale come lui la vorrebbe, potrebbe far cadere Governo.”I numeri ci sono, non vedo per quale motivo non si possa partire dalla Camera”. Lo ha detto il sindaco di Firenze e candidato alla segreteria del Pd Matteo Renzi, a margine di una iniziativa. “Io dico cambiamola – ha proseguito Renzi – se il Pdl e’ disposto a votare una legge che sia bipolare, che sia chiara su chi vince, una legge semplice, benissimo. Ma non e’ che se il Pdl non vuole, si sta ad aspettare ancora. Il Pdl si decida: falchi, colombe, pitonesse e animali vari – ha proseguito Renzi – decidano insieme velocemente quale sia la legge. Noi, come Pd, facciamo le primarie, ciascun candidato avra’ la sua proposta di legge elettorale, chi vincera’ dal 9 dicembre dira’ – ha concluso Renzi – ‘signori, noi questa legge la cambiamo e proponiamo di cambiarla in questo modo’”.
