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Politica

 "Io sarò in parlamento venerdì, ho letto e guardato attentamente la relazione di Pansa, da cui emerge la totale estraneita' di Alfano da quella vicenda. Ho deciso per una linea della massima trasparenza, e' tutto pubblico, non ci deve essere alcuna ombra". Cosi' il premier Enrico Letta, durante una conferenza stampa a Londra durante la quale ha anche spiegato di non voler commentare l'intervista di Procaccini. ù

GOVERNO: LETTA, NON VEDO NUBI ALL'ORIZZONTE - "Non ho mai fatto scommesse in vita mia e non comicero' ora, ma non vedo nubi all'orizzonte". Cosi' il premier, Enrico Letta, ha risposto ai giornalisti che durante una conferenza stampa a Londra gli chiedevano se sia disposto, nella terra dei bookmaker, a scommettere sulla durata del suo esecutivo. "Non vedo nubi all'orizzonte - ha detto Letta - perche' il Paese sa quali sono le sue responsabilita' e sa quali sono le necessita' per l'economia e per la crescita".

FINOCCHIARO, ALFANO LASCI. RAFFORZEREBBE GOVERNO - Anna Finocchiaro ha sollecitato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a dimettersi. "Sarebbe un atto di responsabilita' istituzionale se il ministro Alfano rimettesse la sua delega nelle mani del presidente del Consiglio", ha dichiarato. "Il Pd e' un sostenitore convinto di questo governo e io credo che una scelta responsabile da parte di Alfano costituirebbe un gesto che rafforzerebbe l'azione, l'immagine e l'autorevolezza dell'esecutivo", ha chiarito la presidente della commissione Affari costituzionali della Camera.

SHALABAYEVA, RESTA TENSIONE NEL PD - La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti di Angelino Alfano per il caso Shalabayeva sara' discussa solo al Senato, venerdi' mattina, e non alla Camera. Lo ha deciso la Capigruppo di Montecitorio, all'unanimita', perche', viene spiegato, il voto del Senato e' sufficiente. A Palazzo Madama, a quanto si e' appreso nella medesima riunione, sara' presente anche il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Nel frattempo la temperatura resta alta, nei rapporti tra Pd e Pdl ma anche all'interno degli stessi democrat, dove resta nutrito il fronte di chi spinge per arrivare alle dimissioni del ministro dell'Interno. Sara' una segreteria, nel pomeriggio, ad affrontare anche questo nodo. Intanto Davide Zoggia avverte che il Pd non puo' andare in ordine sparso. Non nasconde, l'esponente Pd, che "l'alleanza con il Pdl per noi e' complicata" e ricorda che "l'abbiamo fatto nella cornice del discorso del Presidente della Repubblica per far uscire il paese dalla crisi" ma e' altrettanto fermo nell'ammonire che "la situazione e' complessa e va gestita in modo unitario". Fanno muro i capigruppo Pdl. "Il ministro Alfano ieri ha informato il Parlamento della relazione del Capo della Polizia Pansa, da cui si evince che era stato tenuto all'oscuro sulla vicenda kazaka. Alfano non si deve dimettere e non si dimettera'", dice Renato Schifani. "Se qualcuno nella maggioranza vuol fare cadere il governo Letta - avverte - esca allo scoperto e se ne assuma la responsabilita'". "Noi non ci stiamo a questo gioco al massacro che va contro gli interessi nazionali ed internazionali dell'Italia. Noi chiediamo che il Partito democratico, l'altro partner della coalizione, si assuma tutte le sue responsabilita'", dice anche Renato Brunetta. E se Umberto Bossi e' contro l'ipotesi di dimissioni di Angelino Alfano da ministro dell'Interno("e' una roba che riguarda tutto il governo. La Lega e' contro il governo, non contro Alfano", dice il Senatur) e' Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria Pd, a bocciare le parole di Alfano in Parlamento: "E' stata una ricostruzione largamente insoddisfacente. Siamo di fronte ad un fatto gravissimo, di gravita' enorme. Si e' determinato un vulnus, una ferita e che noi non possiamo ritenere conclusa con le dichiarazioni, rese ieri in Parlamento, dal ministro dell'Interno". 

PANSA,ANOMALA PRESENZA AUTORITA' KAZAKE IN UFFICI PS - "Per tutti i tre giorni, nell'arco di tutta l'attivita' svolta, c'e' stata una presenza massiccia e prolungata negli uffici di polizia di autorita' kazake, e questo era il difetto per cui la vicenda non e' stata gestita correttamente". Lo segnala il capo della polizia Alessandro Pansa, durante un'audizione in commissione diritti umani del Senato in merito al caso Shalabayeva. "Ho stigmatizzato questi comportamenti - aggiunge Pansa - sono una disfunzione del sistema, addebitabile a una superficialita' nella gestione della vicenda, ma il dato essenziale e' che in nessun momento nessuno, compresi gli avvocati, ha detto 'guardate che il marito della signora e' un perseguitato politico'. Noi purtroppo non lo sapevamo".

PANSA, PRIMA DEL 1/6 ALFANO E BONINO NON SAPEVANO - "A me non risulta che prima del giorno primo giugno il ministro Alfano o il ministro Bonino sapessero dell'espulsione della signora". Lo ribadisce il capo della Polizia Alessandro Pansa, durante un'audizione in commissione diritti umani del Senato in merito al caso Shalabayeva. "Ho fatto accertamenti su questo - ha aggiunto Pansa - dal gabinetto del ministro sono state fornite informazioni solo sulla ricerca del latitante, non e' stata fornita, per distrazione o per errore, l'informazione dell'espulsione della signora".

PANSA, NON CI DISSE CHE AVEVA PERMESSO SOGGIORNO - "La signora non ci risultava avesse un permesso di soggiorno lettone: in sede di ricorso amministrativo il 28 giugno vi e' una dichiarazione che lei possiede un permesso di soggiorno con visto Schengen, ma lei questo non lo ha mai dichiarato". Lo ha riferito il capo della polizia Alessandro Pansa, durante un'audizione in commissione diritti umani del Senato in merito al caso Shalabayeva. "Fatto strano - aggiunge Pansa - e' che quando e' stata condotta in questura insieme al cognato, anche lui ritenuto irregolare, e venivano sottoposti al prelievo impronte, il cognato ha detto io ho un permesso di soggiorno. Lo ha preso a casa, portato in questura, e dimostrato che era in regola. A questa scena ha assistito la signora Shalabayeva, che pero' non ha ritenuto di doverlo dire".

PANSA, C'ERANO 37-39 POLIZIOTTI; SI TEMEVA REAZIONE - "I poliziotti presenti erano 37 o 39, era stato indicato un soggetto pericoloso, custodito da uomini armati che sparavano, in una villa a Casal Palocco di ampie dimensioni che offriva numerose via di fuga. Era un intervento del tutto normale, non esagerato". Lo ha detto il capo della polizia Alessandro Pansa, durante un'audizione in commissione diritti umani del Senato in merito al caso Shalabayeva. "In questi casi si predispone un intervento ampio anche per precauzione - ha aggiunto Pansa - hanno fatto bene ad essere in tanti. Erano li' per catturare un uomo ritenuto in quel momento un latitante pericoloso".

PROCACCINI, NESSUNA CONTRADDIZIONE CON ALFANO - "Leggo su alcuni giornali, ai quali ho rilasciato interviste, una ricostruzione sostanzialmente corretta delle mie parole, laddove racconto i fatti. Mi spiace che alcune ricostruzioni tendano a mettermi in contraddizione con quanto sempre detto dal ministro Alfano, con il quale non c'e' alcuna differenza di visione, in quanto mi riconosco nella veritiera ricostruzione dallo stesso resa in tutte le sedi; ricostruzione, peraltro, coincidente con la mia". Lo dice in una nota il capo di gabinetto dimissionario del Viminale, Giuseppe Procaccini. "Tra l'altro - aggiunge - preciso che i miei colloqui con i giornalisti, nonche' le mie dimissioni, sono antecedenti alle comunicazioni rese, sulla relazione, dal ministro in Parlamento; relazione che e' coerente con quanto da me affermato".

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