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Internet day, ciò che Renzi non dice sulla rete

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi comunica su facebook che il 30 aprile, trent’ anni esatti da quando il CNR di Pisa si collegò per la prima volta alla rete, sarà celebrato l’Internet day. Ci saranno iniziative nelle scuole e per privati, aziende, pubblica amministrazione, e sarà lanciato il primo bando per portare la banda ultra larga a tutti i cittadini entro il 2020.
Renzi dà per scontato che quella di Internet sia una rivoluzione positiva (“Celebriamo tutti assieme il senso della rivoluzione che è iniziata 30 anni fa”). Sicuramente Internet ha portato vantaggi nella vita delle persone e tutti gli studi dimostrano che è uno strumento imprescindibile per crescita e sviluppo economici.
Dall’altra parte Internet ha determinato da lato un individualismo acritico nelle persone, più condizionate che liberate dalla rete, dall’altro un approccio più sentimentale (e per molti versi disperato) nella loro esistenza.
Anche dal lato dell’economia, Internet, per utilizzare una terminologia marxista, è la nuova forma di affermazione del capitale nel senso negativo del termine (il capitalismo di per se stesso è un elemento positivo della democrazia): tra i 100 uomini più ricchi del mondo ci sono i vari signori Amazon, Google, Facebook e si pensi a quanti disoccupati ci sarebbero se Internet non esistesse.
Sarà la storia a decidere quanto Internet avrà giovato alla democrazia. Certo, bisogna stare dalla parte del progresso, ma serve anche dubbio critico.