Iran, il Ministro degli Esteri Tajani: “Al vaglio misure per fermare l’aumento dei prezzi e le speculazioni. Le sanzioni alla Russia vanno mantenute”
“Questo è un referendum per cominciare a cambiare il nostro paese, non è un referendum sul governo. Sul governo si voterà l’anno prossimo e i cittadini decideranno se abbiamo lavorato bene o non abbiamo lavorato male”. Così Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia, a margine della conferenza stampa “Una Freccia per il Sì” alla stazione Tiburtina di Roma. “Quello che noi stiamo facendo lo stiamo facendo per dare dignità e sacralità alla toga del giudice, che non deve essere né di parte né di partito”, ha aggiunto Tajani, che definisce quella per il referendum “una grande battaglia di libertà”.
“I magistrati che dicono sì rischiano di farsi qualche nemico da parte delle correnti”, ha detto. Poi la stoccata a Gratteri: “Noi i conti non li vogliamo fare con nessuno, in democrazia non si fanno i conti, né con chi perde, né con chi vince. Non abbiamo mai detto a nessuno ‘facciamo i conti il giorno dopo’, è un messaggio che viola i principi fondamentali. Non è un linguaggio da magistrato anti-camorra”, ha precisato. “La mafia mi fa schifo, la camorra mi fa schifo, l’ndrangheta mi fa schifo e voto sì”.
“Questa non è una riforma che va contro la magistratura: non vogliamo i pm sotto il controllo del governo, ma l’esatto contrario. Noi vogliamo che quella toga sia quasi un abito sacro, perché chi amministra la giustizia in nome del popolo italiano deve essere in grado di non essere condizionato in alcun modo da chi rappresenta la pubblica accusa. Perché è lui che tiene in mano la bilancia della giustizia”, ha sottolineato Tajani, che ha poi confermato la correttezza del sistema del sorteggio, che “c’è dappertutto e ci deve essere anche per i magistrati”.
Un’Italia più europea
Una riforma volta a “cambiare l’Italia e a renderla più europea”, mentre “qua sono tutti europeisti a chiacchiere”, ha aggiunto Tajani. “Questo è l’inizio di un processo liberale, non autoritario. Andiamo tutti a votare, è il messaggio che vi mando come segretario”, ha ribadito.
“Quello che sta oggi accadendo attraverso le correnti, è che i pubblici ministeri e i magistrati sono di fatto condizionati dalle scelte delle correnti, che rappresentano di fatto i partiti all’interno del Consiglio superiore della magistratura, e questo non va. Il primo dovere dello Stato è quello di rispettare il cittadino e quindi chi amministra la giustizia ha il dovere di amministrarla nel supremo interesse di ogni singolo cittadino. Noi con questa riforma non vogliamo fare altro che ridare sacralità alla toga. Quando una toga è condizionata e tirata da una parte e dall’altra dagli interessi di corrente che sono gli interessi di partito, è inutile negarlo, di qualunque partito, quella toga è inzaccherata, perché non è più al di sopra delle parti”, ha proseguito. “Troppi innocenti vanno inutilmente in galera e troppi colpevoli stanno fuori dal carcere. E allora è un problema che riguarda tutti noi, perché può capitare a qualunque di noi”, ha concluso Tajani.
Il conflitto in Medioriente
“L’Italia non partecipa e non parteciperà assolutamente alla guerra. Noi lavoriamo con la nostra diplomazia per cercare di impedire un allargamento del conflitto. Tutte le iniziative utili, credo, debbano essere fatte a livello europeo, anche a livello delle Nazioni Unite, per ridurre la tensione, arrivare a una de-escalation e poi a un cessate il fuoco”, ha aggiunto Tajani. “Siamo intanto proteggendo anche Cipro, che è un Paese europeo che è stato attaccato. Quindi, insieme agli europei, si rafforzerà anche la presenza della missione Aspides, per garantire la sicurezza del trasporto marittimo nel Mar Rosso, così come della missione Atlanta contro la pirateria. Poi ci auguriamo che quanto prima si possa transitare attraverso Hormuz, per impedire che ci sia un’impennata nel costo dell’energia”.
Controcorrente rispetto a quanto dichiarato da Salvini – che si è espresso favorevolmente sulla decisione di Trump di allentare le sanzioni alla Russia – Tajani ha ribadito il suo punto di vista: “Vanno mantenute. L’Italia è stata tra i Paesi promotori delle sanzioni contro la Russia per spingere Mosca a un cessate il fuoco. Noi vogliamo anche che lì la guerra finisca il prima possibile. Siamo favorevoli a ogni iniziativa e abbiamo sostenuto l’azione americana. Speriamo che i colloqui tra le due parti possano andare nella giusta direzione, anche se è molto difficile. La pace resta l’obiettivo finale”.
“Noi non siamo in guerra neanche con la Russia. Tutti gli aiuti militari che abbiamo mandato sono stati destinati a proteggere l’Ucraina e non possono essere utilizzati in Russia: questa è una scelta politica ben precisa”, aggiunge. “Continueremo però a fare in modo che l’Ucraina possa sedersi al tavolo non in condizioni di difficoltà. Mi pare, in questo momento, che le condizioni di difficoltà siano quelle della Federazione Russa, che non riesce a conquistare neanche una parte importante dell’Ucraina”, ha sottolineato il Ministro degli Esteri.
“Tanti sforzi, decine e decine di migliaia di morti per non ottenere un grande risultato: questo dovrebbe far riflettere anche il Cremlino, perché al di là della propaganda, dal punto di vista militare sta andando malissimo”, ha aggiunto. Quanto all’aumento dei prezzi, il Ministro ha affermato di “star valutando tutte le misure necessarie per impedire un aumento dei prezzi di attività speculative, perché per adesso non c’è necessità di aumentare: ci sono ancora delle riserve vecchie, quello che era arrivato lo scorso mese. Vedremo il prossimo mese se ci saranno ancora problemi a Hormuz, ma stiamo vigilando affinché non ci sia speculazione da parte delle imprese, e chi specula verrà sanzionato”, ha spiegato il leader di FI.

