Guerra all'Isis, il governo Renzi è sempre più isolato - Affaritaliani.it

Politica

Guerra all'Isis, il governo Renzi è sempre più isolato


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Renzi sempre più isolato in Europa (e non solo) sulla lotta all'Isis. La scelta "pacifista" a tutti i costi del presidente del Consiglio, incentrata sul mantra che i terroristi si battono con la cultura e il teatro e che i muscoli da soli non bastano, non sta trovando molti alleati a livello internazionale. Anzi, praticamente nessuno. Nel faccia a faccia della scorsa settimana all'Eliseo con Francois Hollande il premier-segretario del Pd ha dovuto incassare la delisione del presidente francese per il mancato impegno dell'Italia nei bombardamenti in Siria e in Iraq. Impegno promesso anche da David Cameron e non escluso perfino da Angela Merkel. Che Vladimir Putin sia in prima linea non è una novità e anche Barack Obama, seppur sottolineando la sua differenza di vedute rispetto alla Russia, continua nei bombardamenti.

Nelle Cancellerie europee, così come a Mosca e a Washington, si sta facendo strada - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - l'ipotesi di tenere entro fine anno, o al massimo inizio del 2016, una sorta di conferenza che riunisca i paesi in lotta contro i jihadisti dell'Isis. Un summit sia politico, tra i leader, che tecnico, tra i rispettivi ministri della Difesa. Anche e soprattutto per tentare di risolvere la contrapposizione Erdogan-Putin dopo l'abbattimento del jet russo da parte di Ankara e per cercare un coordinamento che consenta quantomeno di agire in Siria e in Iraq il più possibile in modo unitario anche se non proprio da veri alleati.

La notizia che rischia che a livello europeo e internazionali è poco più di un dettaglio ma che nel nostro Paese rischia di scatenare moltissime polemiche è che quasi certamente alla conferenza, che dovrebbe tenersi a Londra o a Edimburgo, pare proprio che Matteo Renzi e Roberta Pinotti non verranno invitati. L'Italia resterà fuori dal vertice dei grandi della Terra contro l'Isis, dunque, come logica conseguenza della scelta del premier e leader del Pd di mantenere una posizione "morbida" e contraria senza se e senza ma ai bombardamenti da parte delle nostre forze armate contro lo Stato Islamico.