
Non conta il sangue, conta la nazione di nascita. Tra pochi mesi potrebbe essere così anche in Italia. Un modello Usa che il neo ministro per l’integrazione Cecile Kyenge intende portare avanti. Il cosiddetto ius soli è sempre più vicino. Lo ha dichiarato la stessa Kyenge durante In mezz’ora, la trasmissione di Lucia Annunziata.
“E’ difficile dire se ci riuscirò – ammette il ministro -, per far approvare la legge bisogna lavorare sul buon senso e sul dialogo, trovare le persone sensibili. Non è una priorità del mio ministero, è la società che lo chiede, il Paese sta cambiando. Bisogna lavorare molto per trovare i numeri necessari. Bisogna lavorare anche con chi la pensa diversamente da me, già nelle prime settimane bisogna lavorare tutti insieme”. Sul tema si è espresso con chiarezza Napolitano: il presidente della Repubblica non ha mai fatto mistero di ambire allo ius soli. Certo è che, dopo il tema dell’Imu, anche quello dell’integrazione rischia di lacerare la neo-maggioranza. Anche all’interno del governo c’era chi aveva parlato di “meticciato” e non certo in termini lusinghieri. Schifani replica: “Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri del governo”.
Ci sarà ancora molta strada da fare, ma Cecile Kyenge ha già in mente un testimonial ideale: Mario Balotelli: “Ognuno ha il suo carattere, ma lo ringrazio perché anche se subisce degli atti di razzismo, anche se è sotto tensione, a testa alta sta dando un contributo all’Italia, riesce a dare un valore aggiunto”.
