La Padania raddoppia su Cecile Kyenge e, oltre agli impegni istituzionali del ministro per l'Integrazione che tante polemiche hanno suscitato, pubblica oggi anche gli appuntamenti del ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Qui Cecile Kyenge e Qui Flavio Zanonato vanno così ad aggiungersi alla rubrica Qui Lega dedicata agli appuntamenti del segretario federale Matteo Salvini e a quelli sul territorio. In prima pagina il quotidiano leghista mostra poi l'indirizzo web del dicastero diretto da Kyenge, sottolineando che gli appuntamenti del ministro sono diffusi pubblicamente online.

Allo stesso tempo i vigili del fuoco sono dovuti intervenire a palazzo Chigi per una lettera sospetta indirizzata al ministro Kyenge. La missiva, consegnata questa mattina, presentava una fuoriuscita di polvere sospetta. Fortunatamente si è trattato di un falso allarme visto che conteneva bicarbonato, anche se rimane preoccupazione per il chiaro intento intimidatorio.

Sorpresa/ Alle elezioni comuniali di Henin - Beaumont: la sinistra batterà il Front National nel 2° turno (sondaggio CSA Le Figaro - BFMTV -Orange)

A rivendicare la campagna del Carroccio ci pensa poi lo stesso Salvini, che del resto proprio oggi ha incontrato a Strasburgo la leader della estrema destra francese, Marine Le Pen, per concordare una strategia comune in vista delle europee: "Mi dicono che stamattina ci sia stata una corsa alle edicole per acquistare La Padania, è la risposta della nostra gente agli attacchi e alle intimidazioni fatte contro la Lega da chi addirittura invoca il sequestro fascista". "Il ministro Kyenge - rincara - chiede che la politica si alzi a sua difesa? In realtà i veri democratici oggi dovrebbero schierarsi a difesa del diritto dei giornalisti della Padania di scrivere e di dire quello che pensano, mentre dalla sinistra arriva la proposta fascista di censurare o addirittura di sequestrare preventivamente. Roba da matti".

Posizione ribadita anche dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. "Non capisco - sostiene - perché contestare il ministro Kyenge sia un atto di razzismo mentre invece contestare il presidente Maroni, come avviene qualche volta, sia un atto di grande democrazia".

Intanto Cecile Kyenge, ospite di Agorà su Raitre, replica all'accusa leghista di essere "il ministro della negritudine". "Negritudine? Io - dice - sono un ministro della Repubblica italiana, sono un ministro per tutti i cittadini italiani, per tutte le persone che risiedono in Italia e rispondo alle leggi della Repubblica italiana. Ho prestato fedeltà alla Repubblica, sono ministra per l'Integrazione e su questo posso rispondere. Vedo da sette-otto mesi una deriva di una forza politica che strumentalizza e continua a fare campagna elettorale, soprattutto negli ultimi giorni, su un tema così delicato che non va affrontato a slogan, spot, ma nelle sedi opportune e che va affrontato con una riflessione profonda perché è trasversale".

"L'ho sempre detto - aggiunge Kyenge - e lo ripeto per l'ennesima volta: l'Italia non è un paese razzista e nessuno nasce razzista. Noi potremmo sicuramente mandare dei messaggi anche dal linguaggio politico, da obiettivi e progetti, cercare di infondere un messaggio educativo e che possa migliorare la qualità della vita in italia. Se nessuno nasce razzista, vuol dire che razzisti lo si diventa, e lo si diventa anche per comportamenti che possono essere errati da parte di chi vuole far passare un messaggio di paura. Non dovremmo aver paura del futuro". Poi, entrando nel merito dell'iniziativa del giornale della Lega, il ministro precisa: "Siamo di fronte a una strumentalizzazione. Prima di tutto la Padania pubblica un'agenda che non rappresenta tutta l'attività istituzionale, non rappresenta tutta l'attività di un ministro, ma ne sceglie una parte con uno scopo ben preciso".

Sempre nel corso della stessa trasmissione, Jole Santelli di Forza Italia si è distinta per una battuta infelice: "Difendere le leggi sull'immigrazione come la Bossi-Fini non significa essere razzisti", nessun problema su "chi vive in Italia da vent'anni, è perfettamente integrato e poi ha anche la fortuna di non doversi truccare come noi, è più fortunato di noi".

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La Padania raddoppia su Cecile Kyenge e, oltre agli impegni istituzionali del ministro per l'Integrazione che tante polemiche hanno suscitato, pubblica oggi anche gli appuntamenti del ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Qui Cecile Kyenge e Qui Flavio Zanonato vanno così ad aggiungersi alla rubrica Qui Lega dedicata agli appuntamenti del segretario federale Matteo Salvini e a quelli sul territorio. In prima pagina il quotidiano leghista mostra poi l'indirizzo web del dicastero diretto da Kyenge, sottolineando che gli appuntamenti del ministro sono diffusi pubblicamente online.

Allo stesso tempo i vigili del fuoco sono dovuti intervenire a palazzo Chigi per una lettera sospetta indirizzata al ministro Kyenge. La missiva, consegnata questa mattina, presentava una fuoriuscita di polvere sospetta. Fortunatamente si è trattato di un falso allarme visto che conteneva bicarbonato, anche se rimane preoccupazione per il chiaro intento intimidatorio.

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A rivendicare la campagna del Carroccio ci pensa poi lo stesso Salvini, che del resto proprio oggi ha incontrato a Strasburgo la leader della estrema destra francese, Marine Le Pen, per concordare una strategia comune in vista delle europee: "Mi dicono che stamattina ci sia stata una corsa alle edicole per acquistare La Padania, è la risposta della nostra gente agli attacchi e alle intimidazioni fatte contro la Lega da chi addirittura invoca il sequestro fascista". "Il ministro Kyenge - rincara - chiede che la politica si alzi a sua difesa? In realtà i veri democratici oggi dovrebbero schierarsi a difesa del diritto dei giornalisti della Padania di scrivere e di dire quello che pensano, mentre dalla sinistra arriva la proposta fascista di censurare o addirittura di sequestrare preventivamente. Roba da matti".

Posizione ribadita anche dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. "Non capisco - sostiene - perché contestare il ministro Kyenge sia un atto di razzismo mentre invece contestare il presidente Maroni, come avviene qualche volta, sia un atto di grande democrazia".

Intanto Cecile Kyenge, ospite di Agorà su Raitre, replica all'accusa leghista di essere "il ministro della negritudine". "Negritudine? Io - dice - sono un ministro della Repubblica italiana, sono un ministro per tutti i cittadini italiani, per tutte le persone che risiedono in Italia e rispondo alle leggi della Repubblica italiana. Ho prestato fedeltà alla Repubblica, sono ministra per l'Integrazione e su questo posso rispondere. Vedo da sette-otto mesi una deriva di una forza politica che strumentalizza e continua a fare campagna elettorale, soprattutto negli ultimi giorni, su un tema così delicato che non va affrontato a slogan, spot, ma nelle sedi opportune e che va affrontato con una riflessione profonda perché è trasversale".

"L'ho sempre detto - aggiunge Kyenge - e lo ripeto per l'ennesima volta: l'Italia non è un paese razzista e nessuno nasce razzista. Noi potremmo sicuramente mandare dei messaggi anche dal linguaggio politico, da obiettivi e progetti, cercare di infondere un messaggio educativo e che possa migliorare la qualità della vita in italia. Se nessuno nasce razzista, vuol dire che razzisti lo si diventa, e lo si diventa anche per comportamenti che possono essere errati da parte di chi vuole far passare un messaggio di paura. Non dovremmo aver paura del futuro". Poi, entrando nel merito dell'iniziativa del giornale della Lega, il ministro precisa: "Siamo di fronte a una strumentalizzazione. Prima di tutto la Padania pubblica un'agenda che non rappresenta tutta l'attività istituzionale, non rappresenta tutta l'attività di un ministro, ma ne sceglie una parte con uno scopo ben preciso".

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