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Politica
L'Arcigay "arruola" Francesca Pascale come testimonial

“Si a Francesca Pascale testimonial contro l’omofobia”. Lo ha dichiarato Flavio Romani, presidente nazionale dell’Arcigay, commentando un sondaggio della trasmissione KlausCondicio, condotta da Klaus Davi su YouTube, sull’ipotesi di usare la compagna dell’ex premier per uno spot no-profit con lo scopo di prevenire l’omofobia. Secondo tale ricerca, su 500 elettori LGBT del centro-destra, ben l’80% sarebbe favorevole a uno spot anti-omofobia interpretato dalla Pascale, considerata vicina e attenta ai problemi delle minoranze. Per Flavio Romani: “Quando ci è arrivata la notizia dell’intenzione di Francesca Pascale di iscriversi all’Arcigay, noi siamo stati assolutamente felici, perché all’interno del mondo della destra è una delle poche persone che si è espressa in maniera tranquilla e decisa rispetto alle nostre rivendicazioni e ai nostri diritti. Sicuramente è un personaggio che ci può aiutare e che potremmo in qualche modo valorizzare, vista la sua indubbia popolarità accreditata dal sondaggio, e visto l’entusiasmo con il quale sta appoggiando la nostra causa.”

Il bissessuale Giulio Cesare, il travestito Eliogabalo, la lesbica Cristina di Svezia. L ‘Arcigay chiede formalmente al Ministro Giannini affinché gli orientamenti sessuali dei personaggi storici sia specificato nei libri scolastici per prevenire l’omofobia anche attraverso una più corretta conoscenza della realtà storica.”Ci appelliamo al Ministro Giannini, con il quale abbiamo un ottimo rapporto, affinché ci sia un intervento del ministero sui libri di testo in un’ottica che non definirei “gay friendly”, ma di mera “operazione verità”. Ad esempio, non c’è mai nessun accenno all’omosessualità di personaggi storici importanti: nasconderla è colpevole, significa fare disinformazione proprio nella scuola, che dovrebbe essere invece il luogo della conoscenza. Si potrebbe quindi iniziare a raccontare gli orientamenti sessuali dei protagonisti della storia, da Cesare a Eliogabalo, da Riccardo Cuor di Leone a Amedeo II di Savoia, fino a Cristina di Svezia”. Lo ha dichiarato Flavio Romani, presidente nazionale Arcigay, intervistato da Klaus Davi per il talk-show KlausCondicio, in onda su YouTube.

“Se il 7% della società italiana è di orientamento LGBT, non si capisce perché i personaggi della fiction Rai che li rappresentano siano meno dell’1%. Quindi chiediamo ai vertici Rai che le produzioni riflettano la realtà, anche solo statistica, del Paese”. Parole di Flavio Romani, Presidente Nazionale dell’Arcigay, durante la trasmissione KlausCondicio, in onda su YouTube. “Non sono quote gay: negli Usa gli sceneggiatori da sempre scrivono film e fiction riflettendo la complessità dei target e della società americana. Chiediamo che gli autori del servizio pubblico seguano l’esempio americano. Per le fiction Rai sembra quasi che l’omosessualità non esista, solo pochi circoscritti episodi che fanno scandalo. Il 7% della popolazione è cancellato o quasi del tutto rimosso. Ci appelliamo quindi al presidente Tarantola affinché una parte consistente della società non sia più cancellata.”

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