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La manifestazione guardata alla tv a Pisa, dopo una giornata con moglie figli e genitori, un momento di riflessione, qualche telefonata e poi la dichiarazione cauta, a tratti fredda. Cosi' Enrico Letta ha accolto il discorso di Silvio Berlusconi ai manifestanti in via del Plebiscito dopo giorni di alti e bassi, di falchi e colombe, di minacce di crisi e di garanzie di sostegno. A palazzo Chigi si soppesa il discorso, si vede il bicchiere mezzo pieno e anche quello mezzo vuoto. Di certo l'attacco alla magistratura non e' stato troppo apprezzato, ma e' indubbio che il sostegno all'esecutivo e' stato riaffermato. Pero' l'orizzonte resta incerto, nei 100 giorni di governo, che peraltro si celebreranno domani senza alcun fasto, sono state troppe le docce fredde giunte dal Pdl per accontentarsi delle parole, seppur inequivoche, di Berlusconi. "A fronte del sostegno rinnovato al governo, avremo modo di verificare i fatti concreti nei prossimi giorni.

A maggior ragione visto che si apre una settimana cruciale con i provvedimenti che sono in cantiere e da approvare" e' la linea che Letta fa trapelare da Palazzo Chigi. Dal Colle invece nessun commento ufficiale, ma si puo' immaginare che la posizione del premier non sia giunta senza che ne sia stato informato anche Giorgio Napolitano. Il quale domani ricevera' i capigruppo del Pdl Renato Brunetta e Renato Schifani, dai quali attende non certo la richiesta di grazia per Berlusconi quanto un chiarimento sulle intenzioni del loro partito. E anche Letta, da domani, attende di vedere, in una sorta di verifica quotidiana, quali siano i piani concreti del Cavaliere, al di la' di rassicurazioni, lacrime o grida di battaglia. Del resto la settimana si presta: tre decreti in scadenza da convertire da parte delle Camere, alcuni provvedimenti importanti da incardinare, l'ultimo consiglio dei ministri pre-ferragosto da preparare. In vista della pausa estiva, si attendono per mercoledi' alcuni dati macroeconomici importanti per capire quali saranno i margini di manovra alla ripresa autunnale. E per questo domani Letta vedra' Ignazio Visco e Fabrizio Saccomanni, governatore di Bankitalia e ministro dell'Economia. Subito dopo ferragosto, infatti, ci saranno da scrivere tre provvedimenti su cui il governo si gioca il futuro: la riforma dell'Imu, la sterilizzazione dell'aumento dell'Iva e la prima legge di stabilita' dopo l'uscita dalla procedura d'infrazione. "Sara' la prima che potremo scrivere da soli" diceva nei giorni scorsi Letta, lasciando trasparire tutto il carico di attese per avviare l'uscita dalla crisi che si accompagnera' a questa manovra. Insomma, provvedimenti impegnativi, che richiedono una maggioranza solida e sperimentata dai voti d'aula, non solo dichiarazioni altalenanti.

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