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Politica

Legge elettorale in Aula alla Camera il 27 gennaio. E' la decisione presa dai capigruppo a Montecitorio. Ncd avverte: "Basta che non sia data spot". Il Pd aveva spinto affinché la modifica del Porcellum arrivasse in aula entro il 31. Alfano invece aveva concesso i primi di febbraio: "E' la nostra apertura a Matteo - aveva detto - ci fidiamo di lui, non la userà per andare alle urne"

LA CRANACA - Dopo essere stato 'sottratto' al Senato, dove - per dirla con le parole di Matteo Renzi - il Porcellum "era stato lasciato lievitare come una pizza", il nodo di una legge elettorale che va modificata alla svelta è pronto ad affrontare l'esame della Camera. Il prossimo 20 gennaio, infatti, il tema della sua modifica approderà - a Montecitorio - in commissione Affari costituzionali. Ma il Pd avrebbe già intenzione di accelerare l'iter e, riferiscono fonti parlamentari, sarebbe pronto a chiedere che la riforma del Porcellum approdi in aula il prima possibile. La richiesta dovrebbe arrivare nella conferenza dei capigruppo che si terrà oggi alle 18. "Il Pd - spiegano le stesse fonti - vuole chiedere tempi contingentati, ma non è possibile strozzare così la discussione". A frenare, infatti, è Ncd (e sulla stessa linea si posizionerebbe anche la Lega), ma tra gli alfaniani c'è la convinzione che anche gli azzurri di Forza Italia non vogliano stringere così tanto i tempi.

Ad attaccare frontalmente il partito nato dalla scissione interna al Pdl e guidato dall'attuale vicepremier sono tre deputati democratici: "Il nuovo centrodestra dicono Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno - scopre le carte: vuole ritardare la riforma della legge elettorale tentando di allungare in conferenza capigruppo i tempi per la calendarizzazione in aula alla Camera. Il Pd e il segretario Renzi sono stati chiari - dicono ancora i tre parlamentari -, la legge elettorale deve approdare in aula entro la fine di gennaio. Non si possono più prendere in giro i cittadini. Dopo nove anni di Porcellum e centinaia di migliaia di persone che hanno firmato il referendum per l'abolizione è comico sostenere che serve altro tempo per discutere. Se il partito di Angelino Alfano e Renato Schifani ha intenzione di fare melina, sappia che il Pd non ci sta e andrà avanti. Ce lo hanno chiesto i tre milioni che hanno votato alle primarie". Su Twitter, a rincarare la dose ci pensa il renziano Roberto Giachetti.

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