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Politica


Di Gianni Pardo

Altra perla: “Va considerato che il concetto di leadership è estraneo alla democrazia diretta. I movimenti di democrazia diretta rifiutano il concetto di leader”. Casaleggio non ha mai sentito parlare di Pericle. E non si è mai interessato neppure di etologia, diversamente saprebbe che la leadership, nei mammiferi superiori sociali, è un dato ineliminabile. Per non parlare delle tendenze autoritarie del suo sodale Beppe Grillo. “In Rete, come nella realtà, è impossibile essere competenti su tutto. Però la Rete consente a gruppi con conoscenze e interessi simili dislocati nel mondo di mettersi in contatto e di formare una conoscenza superiore su qualunque aspetto in tempi molto brevi, condividendo esperienze e fatti”. Ciò che dice Casaleggio è vero per quelli che lui chiama “gruppi con conoscenze e interessi simili”. Per esempio i giuristi. Ma qual è la percentuale di giuristi, nell’elettorato? Non basta: che senso ha parlare di “tempi molto brevi”, per la formazione di un’abilità e di una conoscenza, se per una laurea occorrono anni, e se un vero esperto considera il neolaureato poco più di un analfabeta? Chiunque, parlando con un amico, non chiede: “Conosci un idraulico?”, ma: “Conosci un buon idraulico?” In tempi brevi si possono fare eccellenti cattive figure, non altro. “Non è corretto che qualcuno decida per i cittadini in base a logiche imperscrutabili e senza renderne conto. Il parlamentare o il presidente del Consiglio è un dipendente dei cittadini, non può sottrarsi al loro controllo, in caso contrario non si può parlare di democrazia diretta e forse neppure di democrazia”. Le logiche a volte sono imperscrutabili per chi è un ignorante. La logica di Einstein, in base alla quale ha elaborato la sua famosa teoria, è imperscrutabile per chi scrive, ma ciò non significa che il fisico abbia torto o che in materia di relatività si possa decidere a maggioranza. Quanto al rendere conto della propria attività parlamentare, non ci si stancherà di ripetere che i controlli esistono e si chiamano “elezioni”. E comunque il Presidente del Consiglio è un dipendente dei cittadini nella misura in cui il Papa è il servo dei servi di Dio. Casaleggio fa anche un’incursione nella politica internazionale.

“Ho un’ottima opinione di Assange. Ha rischiato e si è posto contro poteri enormi. La trasparenza in Rete è un’arma assoluta e lui l’ha usata”. Ha rischiato? In realtà la prima cosa che ha fatto è stata sottrarsi alle sue responsabilità. Comunque la trasparenza, quando significa rivelare segreti di Stato, non è un’arma assoluta, è soltanto un tradimento. E infatti quel tale Manning rischia decenni di galera, Assange si è rifugiato in un’ambasciata e non ne esce, e l’ultimo, Snowden, ha cominciato a scappare. Casaleggio ha ragione nel ritenere che l’alta politica spesso si sporca le mani, tanto da dover tenere segrete le proprie attività. Come ha detto Bismarck, quanto meno la gente sa come si fanno le salsicce e la politica, tanto meglio dorme la notte. Ma ciò significa pure che se il nostro Paese fa tutto alla luce del sole, mentre l’avversario si avvale del segreto, chi ci governa ci mette in condizioni di inferiorità e, in fin dei conti, in pericolo. La richiesta della trasparenza assoluta è una irenica forma di ingenuità e di patetica ignoranza. “Il rischio è reale. Facebook e Google e altri colossi del web conoscono di noi più dei nostri amici e in futuro sapranno ancora di più. Queste informazioni possono essere utilizzate per vari scopi, non solo per proporci dei prodotti o dei servizi, come è stato evidenziato dal cosiddetto ‘Datagate’.

È opportuno un controllo più stretto sulla gestione dei dati personali da parte dei governi”. Se abbiamo capito bene, il sistema si deve attivare perché la gente non sappia esattamente quali rapporti uno abbia con una certa signora che non è sua moglie, mentre ha il diritto di sapere di quali armi disponiamo, di quale rete spionistica, di quali accordi segreti con altri Paesi. Forse Casaleggio è sensibile agli interessi del singolo, cioè propri, e non a quelli della sua Patria. Sul M5S: “L’elezione dei candidati al Parlamento è stata fatta in Rete, così come i nomi proposti alla presidenza della Repubblica e l’elezione dei capigruppo e lo stesso è avvenuto per alcune votazioni comunali e regionali”. Lasciamo stare il resto, ma era proprio necessario citare l’elezione dei candidati alla Presidenza della Repubblica? Non solo è risultata prima una giornalista senza nessun curriculum specifico, ma alla fine la scelta si è concentrata su Rodotà, votato da settemila persone. Come candidato popolare non ci siamo proprio. Uno stadio in cui ci fossero solo settemila spettatori sarebbe considerato “vuoto”. Infine un’affermazione: le televisioni “vanno considerate, comunque, un media in via di estinzione, anche per motivi economici legati alla diminuzione del gettito pubblicitario”. A parte il latino più che incerto, Casaleggio dovrebbe sapere che il futuro è imprevedibile e fare profezie è spesso un modo per rendersi ridicoli. Francamente, pensare oggi che le televisioni scompariranno sembra azzardato come dire, nel 1890, che il telefono sarebbe stato un gadget passeggero. E a proposito di profezie: siamo sicuri che il M5S abbia un grande futuro?

 giannipardo@libero.it

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Tags:
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