A- A+
Politica

Sono passati vent’anni, ma sembrano solo di ieri le immagini di quel cappio sventolato in Parlamento dagli esponenti della Lega per chiedere una profonda pulizia della classe politica.

In mezzo, abbiamo conosciuto un po’ di tutto, dagli inutili falò delle leggi già inapplicate, alle ampolle rituali e alla brezza (perché definirlo vento sarebbe troppo) della secessione, che si univano alla promessa di milioni di posti di lavoro e alla mai arrivata rivoluzione liberale.

Per ritornare oggi al punto di partenza.

Con una Italia più vecchia, più appesantita da un debito pubblico difficilmente sostenibile, con una questione settentrionale irrisolta, che trova sfogo portando le produzioni ancora più a nord, oltreconfine, là dove poca burocrazia, basso costo della finanza, peso fiscale sostenibile e stabilità legislativa sono il vero humus della produttività.

Non sono solo i lingotti di Belsito, le finte lauree, le faide interne di successione ad aver allontanato il popolo produttivo del profondo nord dalla Lega e ad averne segnato la sconfitta in queste elezioni amministrative, ma l’incapacità dei propri rappresentanti al potere di dare risposte vere, tangibili e inerenti ai problemi quotidiani che si vivono in fabbrica, nelle micro e piccole aziende. In fabbrica sì, quel luogo dove si crea quella ricchezza che viene redistribuita (male) da uno Stato inefficiente ed ingordo, figlio di una “Roma ladrona” capace di irretire anche i barbari sognanti.

L’Italia è e rimane (per ora) il secondo paese manifatturiero in Europa e deve rinascere rimettendo al centro del dibattito i temi della produttività, delle liberalizzazioni, della crescita, dello sviluppo: il dibattito politico deve ripartire dalla fabbrica, dal luogo meno frequentato dai politici, leghisti compresi.

La Lega ha fallito, così come il resto del centro destra, per abbandono del campo, per scollamento dalla realtà.

Parte dei propri elettori, quelli malpancisti perenni sono fuggiti per seguire il pifferaio con l’apriscatole, gli altri, quelli che non sono all’estero, quelli che ancora un lavoro o un’azienda ce l’hanno, non sono andati nell’urna a votare, sono rimasti senza rappresentanza nella trincea della propria fabbrica.

Di Gianmarco Gabrieli per ItaliaFutura
 

Iscriviti alla newsletter
Tags:
lega
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

i più visti
in vetrina
CDP, approvato Piano Strategico. Gorno Tempini: "Occasione senza precedenti"

CDP, approvato Piano Strategico. Gorno Tempini: "Occasione senza precedenti"


casa, immobiliare
motori
ŠKODA KAROQ: il SUV boemo di grande successo si aggiorna

ŠKODA KAROQ: il SUV boemo di grande successo si aggiorna


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.