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Politica

di Adriana Santacroce

Una delle cose più apprezzabili di Renzi é il suo rapporto con il sindacato. Anzi, la sua capacità di rompere quel rapporto, quell'abbraccio mortale che ha bloccato per anni le riforme. Eccessivo come sempre, "io sono il torrente voi palude" ha detto e ha fatto sorridere per quanto é autocentrato, il premier ha finalmente spostato l'interesse della politica dalle associazioni di categoria alle famiglie e ai lavoratori. Che poi parte della sua azione sia strumentale e volta a fini elettorali e che con i numeri il presidente del Consiglio ci giochi un pochino lo abbiamo già detto, ma lo spostamento dell'attenzione é meritevole. Renzi vuole la trasparenza dei bilanci del sindacato (evviva) e non vuole più la concertazione. Quei tavoli infiniti che portavano a poco, se non a stra tutelare chi era già tutelato. Bene. Bene anche il rifiuto della subordinazione a Confindustria. Preso dalla velocità del fare, il presidente del Consiglio é convinto di sapere da solo dove intervenire e di non avere bisogno di intermediari. Considerando che, dopo anni di concertazioni, i risultati sono stati assai scarsi, Renzi può anche aver ragione, ma io mi permetto di dargli qualche suggerimento.

Tra le misure annunciate dal Governo c'è l'abolizione della CIG in deroga. Che Costa allo Stato 2,5-3 miliardi. Il premier ha fatto sapere che utilizzerà quei fondi per il NASPI, l'assegno di disoccupazione che sarà rivolto, per due anni, a tutti quelli che perdono il lavoro, precari compresi. A partire da mille euro al mese e con il passare del tempo a scendere. Apprezzabile l'estensione del sussidio a chi le tutele non le ha. Apprezzabile anche la sostituzione della CIG in deroga che, troppo spesso, viene utilizzata dalle aziende per tirare a campare. Ma ci sono alcune considerazioni da fare. La prima riguarda l'uso della CIG in deroga. Sono centinaia le aziende che mettono i dipendenti in cassa a percentuali variabili, dal 10 al 50%. Questi continuano a produrre, meno di prima, e integrano lo stipendio, appunto, con la cassa. Lavorano meno, ma lavorano tutti, insomma. Se questa viene abolita, quelle stesse aziende, per sopravvivere, dovranno licenziare molti dipendenti e mettere a tempo pieno chi resta. Risultato, ci saranno migliaia di licenziamenti in più. Visto che il premier non vuole parlare con le parti sociali tanto vale che glielo diciamo noi.

Intanto se la CIG sarà abolita dovrà essere abolita per tutti. Anche per i partiti. Altrimenti tutta la fatica fatta per ridurre la distanza tra la gente "comune" e la "casta" sarà vanificata. Che non arrivi qualche strana deroga per tutelare i dipendenti dei partiti, in barba al principio di solidarietà e di uguaglianza. E arriviamo al sussidio. Ci sarà questo NASPI che andrà incontro anche ai nuovi disoccupati. Ma anche qui é meglio fare una considerazione. Se già ci sono circa 3 milioni di disoccupati dobbiamo aggiungere quelli che arriveranno dai licenziamenti per l'abolizione dalla cassa in deroga. Facciamo, a spanne, 100mila persone. A questo punto i disoccupati saranno 3.100.000. Renzi suggerisce di dare loro circa mille euro al mese (che poi diminuiscono ma noi partiamo dall'inizio). 3.100.000 disoccupati per 1.000€ per 12 mesi fa 37 miliardi e 200 mln. 37 miliardi!!! Ora mettiamo pure che qualcuno nel frattempo abbia trovato lavoro, sia andato all'estero, abbia trovato una moglie o un marito ricchi. Scendiamo anche a 30 mld (e sono molto larga). Dove diavolo li trova il Governo? Le stime del ministero del Lavoro parlano di 8 mld per questo sussidio. Quindi, visto che i nostri calcoli sono giusti o il Governo ha in mente un tesoretto a cui attingere o l'assegno non sarà per tutti o sarà decisamente inferiore.

Quindi va bene "farsene una ragione" delle arrabbiature di sindacati e Confindustria, va bene abolire la CIG e mettere al suo posto un sussidio di disoccupazione. Ma fate bene i conti perché i disoccupati aumenteranno. E con quelli l'emergenza sociale.

@AdriSantacroce

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