Da qualche mese Grillo deve avere impartito l’ordine di avere contatti con il Vaticano e così i suoi hanno cominciato il flirt o almeno i tentativi di flirt.
Ha iniziato come al solito la sindaca di Roma Virginia Raggi che dai tempi di Pasqua si è fatta vedere con Papa Francesco alle manifestazioni pubbliche.
Poi c’è stato il solito Di Maio cattolico fervente che ha espresso la sua apertura e la sua fede.
Ma il corteggiamento non è a senso unico.
Avvenire, il quotidiano della Cei, ha fatto una intervista a Grillo e il segretario generale monsignor Nunzio Galantino, che inizialmente era stato tacciato di simpatie grilline, lo ha subito bacchettato.
Ora invece è la volta di La Civiltà Cattolica che dalla sua lussuosa sede di via di Porta Pinciana ai Parioli a Roma apre al Movimento, «È un errore, come per esempio nel caso del M5S, non entrarci in comunicazione o considerarlo una forza antisistema», tramite un articolo del politologo padre Francesco Occhetta.
Siccome CC è dei gesuiti e il suo direttore gesuita Antonio Spadaro, noto per il suo presenzialismo, è un po’ il megafono del Papa, l’affetto è ricambiato, come dire, ufficialmente.
Forse perché se il M5S vincesse poi il Vaticano dovrebbe pagare l’Imu?
Questo non è dato saperlo.
Ma una domanda è necessaria porsela: Di Maio, Grillo e la stessa Raggi stanno facendo una battaglia contro gli immigrati e i Rom, si veda solo la posizione sul recentissimo caso dello ius soli. Come pensa il Vaticano di conciliare questo con le posizioni del Papa in materia peraltro ribadite nell’incontro con la Merkel per creare una “asse morale” dell’accoglienza tra Germania, Francia e Italia?
È vero che la politica è l’arte del possibile ma la spiritualità no.

