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La Corte Europea non si pronuncia su Berlusconi, su richiesta di Berlusconi

L’ex Cav ritira il ricorso innanzi alla CEDU, dopo la riabilitazione del Tribunale non vuole più scoprire l’incostituzionalità della legge Severino, o meno

Silvio Berlusconi per anni si è fatto scudo del suo ruolo per evitare processi scomodi, perdite di posizionamento sul mercato televisivo, leggi sulla concorrenza, e magari un crack ai prodromi dell’avventura politica, quando la finale esperienza del Governo Craxi trovava sdegno da parte di Vittorio Feltri (poi ha cambiato idea più volte), sulla legge Mammì:”Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo furfantesco, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna.

“Per una volta che poteva ergersi a statista l’ex Cavaliere, ha preferito non mettere il suo ruolo a favore della causa, della Costituzione, della certezza del diritto. Già, perché la c.d. Legge Severino, quella che lo ha estromesso dal Parlamento nel 2013, rendendolo incandidabile sino al 04 marzo scorso, aveva una possibilità di essere depennata per tutti.È assurdo che una persona in attesa di giudizio definitivo, per le inadempienze del sistema giudiziario, sia – anche da presunto innocente – stralciato dalle posizioni pubbliche regolarmente conquistate. E ancora più riprovevole, come nel caso di Silvio Berlusconi, per fatti antecedenti alla sua entrata in vigore, e quindi con un doppio binario di barbarie. La retroattività nel diretto penale non è mai consentita, salvo sia favorevole al reo.L’11 Maggio scorso il Tribunale del riesame di Milano ha riabilitato a tutti gli effetti il leader di Forza Italia, ridonandogli piena agibilità politica. Così il 27 luglio c.a. i suoi legali hanno chiesto il non luogo a procedere nell’emissione della sentenza, attesa dinanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, e quindi non sapremo mai se vi furono o meno violazioni in questa applicazione ed interpretazione della legge.Gli avvocati nella loro missiva: “Non vi era più necessità di proseguire nel ricorso essendo ritornato il Presidente Berlusconi nella pienezza dei propri diritti politici. Una condanna dell’Italia avrebbe altresì comportato ulteriori tensioni nella già più che complessa vita del Paese, circostanza che il Presidente Berlusconi ha inteso assolutamente evitare.”È una mega vittoria di Pirro per tutti, una grande furbata per il Presidente azzurro, potendo proseguire la narrazione d’ingiustizia senza scoprire mai le carte, senza avere pareri vincolanti in merito. In fondo la potenza della mediaticità sta tutta attorno ad un modo di vedere le cose, e non alle analisi approfondite. Peccato abbia abbandonato l’occasione di divenire un simbolo reale di accanimento giudiziario, e liberare tutti da un abuso.Verità alternative, post-verità, a chi importa? L’imputato Berlusconi si è comportato con saggezza giuridica, resta da capire quel che rimane del politico Silvio, ecco, quello manca da tempo.

Di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso