
“Non si possono sciogliere le Camere prima che la Corte Costituzionale si sia pronunciata sulla legittimita’ della legge elettorale”. Quindi, spiega dai microfoni di Radio 2 Rai il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, niente elezioni sui radar della politica prima del 3 dicembre. “Non si puo’ andare alle elezioni prima che si sappia se l’attuale Parlamento possa essere dichiarato illegittimo”, rileva l’esponente Pdl aggiungendo, peraltro, anche un “come e’ probabile che sia”. Gia’ nella tarda serata di ieri Quagliariello, nel corso ‘Virus’, su Rai 2, aveva espresso il medesimo concetto: “Non si possono scogliere le Camere prima che la Corte Costituzionale si sia pronunciata sulla legittimita’ della legge elettorale… Non si puo’ andare alle elezioni prima che si sappia se l’attuale Parlamento possa essere dichiarato illegittimo, come e’ probabile che sia”.
“Si tratta, ovviamente, di un giudizio di tecnica costituzionale che prescinde da qualsiasi valutazione politica”. E’ quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del ministero per le Riforme costituzionali nella quale si spiega che “come si puo’ evincere dal dibattito che si e’ sviluppato nel corso della trasmissione ‘Virus’ di ieri sera, il ministro Quagliariello ha ribadito cio’ che ha sempre affermato: che non e’ possibile tornare alle urne con questa legge elettorale prima del 3 dicembre, data dell’udienza della Corte Costituzionale, perche’ nessuno consentirebbe al Paese di andare a votare con una legge che potrebbe essere dichiarata illegittima prima ancora che il nuovo Parlamento si sia insediato”.
“Ovviamente – prosegue la nota – una legge elettorale emendata nei suoi possibili vizi di costituzionalita’ consentirebbe in caso di necessita’ un ritorno alle urne. Per questo, fin dall’inizio, il ministro Quagliariello si e’ sempre pronunciato a favore di una clausola di salvaguardia che corregga il sistema di voto e metta il popolo nelle condizioni di poter esercitare la propria sovranita’ in qualsiasi momento”.
