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Politica
roberta lombardi

Proprio mentre il loro capogruppo, Vito Crimi, chiede comprensione e invita ad evitare crocifissioni mediatiche e politiche, interviene, sempre da Facebook, anche la capogruppo designata M5S alla Camera. E la posizione di Roberta Lombardi sul caso del voto al Senato e' molto piu' asciutta: "Come cittadina e come portavoce del Movimento 5 Stelle - scrive infatti - mi piacerebbe che i miei colleghi senatori che hanno votato Grasso dichiarassero in trasparenza il loro voto e le loro motivazioni per permettere a tutti - sottolinea - di giudicare il loro operato con serenita'".

E' vero, riconosce che votare per Grasso a presidente del Senato "e' sicuramente una violazione del regolamento del nostro gruppo parlamentare". Conferma "in ogni parola quanto scritto da Beppe Grillo nel suo minipost", e dunque "chi viola il regolamento del gruppo automaticamente si puo' ritenerne escluso". Ma Vito Crimi, che il gruppo dei grillini al Senato lo guida, anche se la formalizzazione arrivera' a meta' settimana, come per tutti gli altri gruppi parlamentari, confessa che "non me la sento, in questo caso specifico, di crocifiggere o mettere alla gogna chi ha fatto questa scelta, sia perche' e' stato il primo vero appuntamento con questa realta', sia perche' ho vissuto in prima persona come e' maturata in alcune persone questa scelta".

Riconosce, Crimi che "siamo caduti in una trappola, e' inutile nasconderlo, dei vecchi volponi della politica. Avremmo dovuto capirlo subito, ma noi siamo cosi', ingenui, entusiasti". E allora, "spero che tutti quelli che hanno chiesto la testa di queste persone si rendano conto della pressione che stiamo subendo, della situazione fuori dall'ordinario in cui ci si trova, catapultati in un mondo in cui siamo come degli alieni, le famiglie lontane, mille pensieri per la testa".

"Provo a spiegare a tutti cosa e' successo ieri sperando di rispondere alle numerose domande e non scrivo - precisa Crimi - da portavoce ma da semplice soggetto coinvolto nelle vicende in prima persona". Crimi ricorda, con lo stile analitico tipico di tutte le comunicazioni dei neoeletti grilini, che "alle 14 e' finita la prima noiosa ma estenuante seduta mattutina che ci ha portati ad un ennesimo nulla di fatto e l'individuazione dei due candidati che sarebbero andati al ballottaggio Grasso e Schifani. Ci siamo subito riuniti, ci siamo fatti portare - precisa - panini e acqua nella stanza, e confrontati a lungo fino alle 16.30 orario di ripresa dei lavori... Senza il tempo - sottolinea - per poter approntare uno streaming ne' poter interpellare in modo attendibile la Rete".

Invece "ci si e' confrontati in modo molto animato, purtroppo - segnala - abbiamo i giornalisti pure dietro le porte ad origliare, che non capiscono che si tratta di una cosa normalissima, il confronto di idee, e lanciavano agenzie parlando di spaccature e divisioni semplicemente perche' alcuni di noi avevano idee differenti". "Il confronto e' stato molto sentito, ha coinvolto nel profondo molti di noi, ci sono stati momenti anche di commozione ed emozione forte, e' stato comunque un altissimo momento di democrazia al di la' di ogni altra considerazione, un gruppo di persone che si confronta e prova a trovare una sintesi o una decisione a maggioranza".

"Alla fine - ricapitola - si e' deciso di votare per alzata di mano tre opzioni: 1) votare Grasso 2) lasciare liberta' di voto 3) non votare ne' Grasso ne' Schifani (scheda bianca, nulla, con scritto Orellana, non votare erano tutte opzioni equivalenti - spiega - ai fini della terza opzione). Su ogni opzione si e' votato liberamente, senza il vincolo che chi votava per una non potesse votare per l'altra, e per ciascuna si e' cercata una maggioranza, e la maggioranza assoluta ha votato per la terza opzione". Crimi ricorda che "qualcuno, prima di uscire ha dichiarato in modo netto che malgrado la decisione non avrebbe mai e poi mai potuto essere complice dell'elezione di Schifani alla presidenza del Senato. E cosi' probabilmente alcuni di noi hanno scelto di votare Grasso". E si torna a quei nomi, "due foglie di fico, presentabili meglio di altre, con le quali hanno cercato di metterci, in particolare al Senato, di fronte ad un ricatto morale, un ricatto che ci poneva nelle condizioni di essere determinanti per una eventuale rielezione dell'impresentabile Schifani, mettendo alcuni di noi nelle condizioni di dover scegliere se consentirlo o impedirlo a tutti i costi".

"Un ricatto morale - ribadisce - che ha portato alcuni di noi a fare questa scelta con sofferenza, ho visto persone mature piangere mentre sostenevano che non sarebbero mai piu' potuti tornare nelle loro terre se per colpa loro Schifani fosse tornato ad essere presidente, che non si sarebbero mai perdonati e pertanto avrebbero preferito votare Grasso e pagarne le conseguenze a testa alta. E le stanno pagando... il tritacarne mediatico e degli attivisti e' in corso. Una scelta a mio avviso sbagliata, in quanto si e' trattato di un gioco di forza tra PDmenoelle e PDL, con in mezzo i montiani a far pesare il loro ruolo... usando due foglie di fico come paravento, un alogica che non ci appartiene".

Ultime questioni logistiche: "Ci chiedete - dice crimi ai militanti - la diretta streaming, ci chiedete il coinvolgimento, vorrei solo dirvi che in questo momento stiamo ancora cercando di orientarci senza perderci in quei palazzi, cercando di capire come e dove riusciremo ad intervenire, ci si ritrova a prendere decisioni in tempi rapidissimi. Ci stiamo attrezzando per essere piu' coinvolgenti e per farvi assistere piu' frequentemente ai nostri incontri tramite lo streaming, ma ancora non abbiamo un ufficio o sala riunione definitiva (non lo avremo per qualche settimana), non abbiamo attrezzature se non le nostre personali, e i collaboratori che ci aiuteranno in questo, vi chiediamo di pazientare, il bello deve ancora venire e ne abbiamo di cose da fare".

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