A- A+
Politica
Milena Gabanelli

Milena Gabanelli ringrazia chi ha pensato a lei come capo dello Stato, ma rifiuta l'indicazione venuta dalle "quirinarie" del movimento 5 stelle: continuo a fare la giornalista. "Io sono una giornalista, e solo attraverso il mio lavoro - che amo profondamente - provo a cambiare le cose, ad agire in prima persona", ha scritto la conduttrice di 'Report' in una lettera pubblicata in esclusiva dal 'Corriere. it'.

"Mi rivolgo - ha scritto Gabanelli - ai tanti cittadini che hanno visto in me una professionista sopra le parti e quindi adeguata a rappresentare l'inizio di un cambiamento nel Paese. Sono giornalista da 30 anni e ho cercato sempre, in buona fede, di fare il mio mestiere al meglio; il riconoscimento che in questi giorni ho ricevuto mi commuove, e mi imbarazza".

"Certamente - ha osservato - non mi sono mai trovata in una situazione dove sottrarsi è un tradimento e dichiararsi disponibile un segno di vanità. Forse non si sta parlando di me, ma dell'urgenza di dare un volto a un'aspettativa troppo a lungo tradita. Che io non avessi le competenze per aspirare alla Presidenza della Repubblica mi era chiaro sin da ieri, ma ho comunque ritenuto che la questione meritasse qualche ora di riflessione. E non è stata - ha ammesso - una riflessione serena".

"Quello che mi ha messo più in difficoltà in questa scelta - ha spiegato la giornalista - è stato il timore di sembrare una che volta le spalle, che spinge gli altri a cambiare le cose ma che poi quando tocca a lei se ne lava le mani. Il mio mestiere è quello di presentare i fatti, far riflettere i cittadini e spronarli anche ad agire in prima persona. Ma quell'agire in prima persona è tanto più efficace quanto più si realizza - ha concluso - attraverso le cose che ognuno di noi sa fare al meglio".

 

nichi vendola 155028

VENDOLA - Bisogna evitare di eleggere un presidente che porta ad un "inciucio" tra Pd e Pdl. Nichi Vendola parla a Montecitorio e spara contro la trattativa in corso tra Pd e Pdl, dicendo che è invece una buona "base di discussione" la rosa di nomi proposta da M5S.

"Siamo a un punto decisivo. Si decide non solo chi andrà al Quirinale, ma il futuro politico del paese. Metto alcuni punti fermi: primo, se le intese sul Colle fossero le prove d'orchestra per un governissimo non potremmo che esprimere una radicale contrarietà, perché sarebbe una risposta antitetica alla domanda venuta dale elezioni". Inoltre, ha aggiunto, "dobbiamo cogliere il terreno avanzato che ci offre M5S, facendo la tara alle polemiche".

Per Vendola la rosa di nomi fatta da Grillo è "una importante base di dialogo, nella quale sono rappresentate tutte le sfumature della sinistra. Il presidente della Repubblica deve avere una larga e lunga maggioranza, capace di proiettarsi fuori dalla politica". Quello che è importante, ha precisato, è evitare di andare "nella direzione degli inciuci".

Stamane, con un post sul suo blog, Beppe Grillo, ha chiuso ogni ipotesi di intesa col "Pdmenoelle" sul prossimo presidente della Repubblica: "Bersani ha ignorato i nomi proposti dal MoVimento 5 Stelle per un semplice motivo. Gargamella ha già deciso. Ha fatto le Berlusconarie. I votanti erano due: lui e lo psiconano durante un colloquio intimo".

"Trasparenza e condivisione, queste sono le parole d'ordine del pdmenoelle" che hanno portato - secondo il leader di M5S - alla scelta di D'Alema e Amato per il Quirinale: "Due personaggi di garanzia giudiziaria al posto di una figura di garanzia istituzionale. Il presidente della Repubblica è il capo del Consiglio Superiore della Magistratura, la influenza, può indirizzarne il comportamento. Berlusconi vuole un garante per i suoi processi".

Dunque, è il ragionamento di Grillo, "D'Alema, il principe dell'inciucio, e Amato, l'ex tesoriere di Craxi sono candidati ideali. Dopo l'occupazione del Tribunale di Milano da parte dei suoi parlamentari, vorrebbe occupare anche il Quirinale. Dal suo punto di vista è un legittimo obiettivo, per Bersani è il suicidio della Repubblica di cui lui e solo lui sarà il responsabile".

Al contrario, sostiene Grillo, "il M5S ha espresso i suoi nomi consultando decine di migliaia di iscritti. Ha votato persone come Gabanelli, Strada, Rodota, Zagrebelsky, Imposimato. Il pdmenoelle ha consultato (e sta consultando) solo Berlusconi per proporre D'Alema, Amato, Violante come ruotino di scorta o un presidente dell'inciucio dell'ultimo momento. Un loro settennato consegnerà l'Italia alla dissoluzione non solo economica, ma anche come Stato unitario. E' bene saperlo in anticipo. Ognuno si prenda le sue responsabilità".

Tags:
gabanellirodotà

i più visti

casa, immobiliare
motori
MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat

MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.