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La Lega apre al Pd sul Senato e tratta sul Colle

di Alessandro Di Matteo

Dopo le parole pronunciate ieri da Roberto Maroni, arriva un’altra apertura della Lega ad un dialogo con il centrosinistra. Secondo quanto si apprende, durante il colloquio di oggi tra la delegazione Pd e quella leghista gli uomini del Carroccio avrebbero mostrato disponibilità a votare insieme a Pd e centristi per eleggere un esponente democratico alla guida di palazzo Madama, magari proprio l’attuale capogruppo Anna Finocchiaro. La Lega, però, vorrebbe fare un ragionamento complessivo su tutte le cariche istituzionali, a cominciare dal Quirinale. Ragionamento che troverebbe anche il sostegno del Pdl, interessato appunto ad entrare nella scelta del successore di Giorgio Napolitano.

Gli ‘ambasciatori Pd’, però, non avrebbero al momento stretto accordi e si sarebbero limitati a una risposta interlocutoria: secondo quanto viene riferito, infatti, i democratici preferirebero procedere “un passo alla volta” e non condurre una trattativa complessiva.

Peraltro, il Pd ha anche un problema non di poco conto da risolvere alla Camera. L’orientamento del segretario Pier Luigi Bersani è quello di convergere sul nome che indicheranno i grillini. Parte del gruppo democratico, però, non è convinta dell’opportunità di concedere la presidenza di Montecitorio a un Beppe Grillo che continua ogni giorno ad attaccare il Pd senza aprire spiragli sul governo, come del resto hanno ribadito anche Vito Crimi e Roberta Lombardi nel colloquio con gli ambasciatori democratici. Uno dei deputati franceschiniani spiega che il sì a M5S dovrebbe essere condizionato ad un’apertura sul governo, e perplessità arrivano anche dai lettiani e dai veltroniani. Dario Franceschini, peraltro, è proprio l’uomo che il Pd potrebbe porare alla presidenza di Montecitorio, se decidesse di chiudere a M5S.

Bersani, spiegano, vuol però provare fino all’ultimo a tenere aperto il dialogo con M5S, perché chiudere la trattativa per Montecitorio con i grillini indebolirebbe molto la sua posizione al momento delle consultazioni al Quirinale. Il leader Pd, infatti, intende chiedere un incarico sulla base di un programma rivolto, per contenuti, innanzitutto a M5S e una rottura adesso non aiuterebbe l’impresa. Sarà il gruppo Pd alla Camera, questa sera alle 21, a discutere della questione, mentre i senatori si riuniscono alle 18.