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La Legge di Stabilità fa tremare il governo

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“Se si continua così… – a eleggere un presidente dell’Anti-Mafia senza concordarlo, a togliere l’Imu rimettendo però altre tasse sulla casa, a lasciare nelle tasche dei lavoratori solo 14 euro in più al mese – non si va molto lontano. Spero che si riesca ad aggiustare il tutto, altrimenti sarà molto difficile continuare a stare insieme”. Quello di Altero Matteoli, senatore del Pdl, intervistato da Affaritaliani.it, è un vero e proprio ultimatum al premier Letta e al Pd. “Se non si sistemano le cose che ho detto non sosterremo più il governo e non voteremo più la fiducia. Poi potrà nascere un altro esecutivo o si potrà andare ad elezioni. Dipende”, spiega Matteoli. Quanto all’ipotesi di ‘patto’ Napolitano-Berlusconi, l’ex esponente di An sottolinea: “Non ci credo nemmeno se l’avessi sentito con le mie orecchie. Gli altri del Pdl che lo dicono? O sono più informati di me o non lo so… non vedo Berlusconi che chiede una cosa del genere e non vedo Napolitano che la promette”.

Intanto anche Pasquale Cascella, sindaco di Barletta e portavoce del Presidente Napolitano fino a pochi mesi fa – interpellato da Affaritaliani.it – nega qualsiasi patto tra il Quirinale e il Cavaliere. “Non c’era nessun patto con Berlusconi. E’ ridicolo solo pensarlo”.

Sulla stabilità del governo interviene anche Daniele Capezzone: “I timori che io stesso avevo manifestato nei giorni scorsi, sperando vivamente di essere smentito dai fatti, trovano purtroppo una dura e dolorosa conferma. E’ sufficiente scorrere le tabelle per comprendere che la legge di stabilita’ rischia si’ di determinare una scossa, ma nella direzione sbagliata, in senso opposto rispetto alle necessita’ del Paese”.  Il Presidente della Commissione Finanze della Camera e Coordinatore dei dipartimenti Pdl aggiunge: “I numeri nudi e crudi della legge di stabilita’ cosi’ come riportati nelle tabelle dei saldi parlano purtroppo chiarissimo. Una manovra che, stando ai saldi netti da finanziare, prevede nel 2014 ben 9,45 miliardi di maggiori spese e solo 2,64 miliardi di minori entrate, da finanziare con 11,4 miliardi, di cui solo 4,2 miliardi di minori spese e ben 7,2 miliardi di maggiori entrate (quindi ancora una volta, come nel passato, un rapporto fortemente sbilanciato sul lato delle entrate nella misura di 2/3 delle coperture), puo’ essere definita solo manovra tassa-e-spendi”.