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Politica
La nostra Costituzione è antifascista? Direi di no, perché...

La nostra Costituzione è antifascista?

Io direi di no. Certo, c’è quella disposizione transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista. Ma non credo che basti a sostenere che il documento, nel suo complesso, se vogliamo, nella sua portata storica, lo sia.

Una prima ragione è che quando i costituenti si misero al lavoro per dare all’Italia un nuovo assetto politico, il fascismo era miseramente crollato insieme alla sua ultima espressione istituzionale, la Repubblica di Salò. Ricordo che in una lite tra il nostro padron di casa e un altro inquilino, un colonnello dell’esercito, avvenuta attorno al 1950, il primo dette al secondo del “repubblichino”. Il colonnello gli fece causa e la vinse, sostenendo come al solito che lui aveva solo ubbidito agli ordini. Ma chiaramente negli ultimi anni ’40, e primi anni ’50, a nessuno piaceva sentirsi dare del “repubblichino”. Il Paese aveva voltato pagina, il fascismo come movimento, come ideologia politica, come partito, come partito-stato, non era più una minaccia per nessuno.

La seconda ragione è una prosecuzione sul piano ideale (più che ideologico) della prima, ma è più profonda. La nostra Costituzione comporta una selezione di valori personalistici, comunitari, ugualitari, democratici che, come giustamente diceva Benigni, ne fanno “la Costituzione più bella del mondo”. Fonda un nuovo Stato. Lancia il popolo italiano in una nuova avventura politica. Non ha alcun bisogno di contrapporsi ad alcuna entità estranea per auto-definirsi e auto-fondarsi. Crea il suo spazio ideale e politico autonomamente. Non è “contro” nessuno. E quindi neppure anti-fascista! Naturalmente i nostri valori sono incompatibili con il fascismo, nel quale alcuni diritti individuali fondamentali sono negati, e viene data allo Stato la prevalenza sull’individuo. Ogni totalitarismo viene implicitamente respinto. Ma ciò che conta è ciò che la Costituzione afferma: il primato della persona; sono le istituzioni che crea: una repubblica democratica parlamentare; non i molti errori ed orrori che sono indirettamente evitati o respinti.

Gli ex-fascisti, e i repubblichini, hanno potuto far parte della comunità nazionale come tutti gli altri.

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