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La Piazza 2026, Baldino (M5S): “Vannacci? Nel suo programma leggo soltanto slogan per raccogliere consenso facile”

Intervista a Vittoria Baldino, deputata M5s, ospite alla kermesse di Affaritaliani

La Piazza 2026, Baldino (M5S): “Vannacci? Nel suo programma leggo soltanto slogan per raccogliere consenso facile”

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Parliamo di giustizia. Il referendum ha cambiato un po’ le carte in tavola?

Grazie a voi per avermi invitata, è un onore per me. Con il referendum i cittadini hanno detto una cosa molto semplice: la Costituzione deve essere maneggiata con cura, soprattutto quando si parla di giustizia. La Costituzione dice tanto sulla giustizia. Il garantismo è un principio costituzionale che deve essere garantito sempre a tutti i cittadini. Bisogna stare attenti a manipolare le norme costituzionali e a creare una giustizia a due velocità, una giustizia di serie A e una di serie B, nella quale magari qualcuno può avere collegi difensivi più importanti per potersi difendere nei processi. La giustizia va riformata nel nostro Paese, perché sono tante le cose che non funzionano. Il giusto processo e la ragionevole durata del processo effettivamente non sono garantiti e bisogna lavorarci. Ma non manomettendo la Costituzione e non facendo in modo che venga minata l’indipendenza della magistratura.

Bisogna lavorare attraverso norme ordinarie, facendo assunzioni negli organici non soltanto dei magistrati, ma anche del personale di cancelleria e del personale amministrativo. Bisogna rendere le norme chiare e fare in modo che ci sia effettivamente una funzione rieducativa della pena. In questo modo si crea anche maggiore sicurezza attraverso la giustizia. E soprattutto bisogna dire ai cittadini che incappare in un procedimento giudiziario sicuramente non è bello, ma lo Stato deve tutelarti. Tutto questo si può fare senza manomettere la Costituzione.

Qualche mese fa si parlava molto del caso Roggero: grazia o non grazia. Adesso sembra essere scomparso dal dibattito.

Adesso non è più funzionale al dibattito politico. Adesso è il momento di Ranucci, che funziona al dibattito politico. Questo è l’esempio del perché non si mette mano ai codici, soprattutto a quelli penali, e alle norme di politica criminale sulla base dell’onda emotiva. Il legislatore deve stare attento a legiferare sull’onda emotiva. Il magistrato giudica sul caso concreto, mentre il legislatore deve scrivere norme generali e astratte per tutta la comunità. Bisogna quindi stare attenti a non andare dietro a un caso di cronaca creando problemi maggiori di quelli che si vorrebbero risolvere. Poi c’è stata anche la famiglia del bosco e ci sono stati tanti altri casi che hanno creato un grande dibattito mediatico.

Nel momento in cui non sono stati più funzionali alla narrazione, soprattutto dei partiti di Governo, sono stati abbandonati. Con buona pace dei bambini della famiglia del bosco, che stanno ancora lontani dalla famiglia, di Roggero, che è ancora in carcere, e di tutti i casi che ogni volta salgono agli onori della cronaca e poi vengono dimenticati. Non si governa sull’onda emotiva.

L’ha citato lei, quindi la domanda è d’obbligo. Ranucci è fuori dalla Rai e da Report. Che cosa ne pensa?

È un caso molto delicato. Quando leggo dichiarazioni dei partiti, soprattutto di maggioranza, che attaccano sostanzialmente Ranucci, quello che leggo come sottotitolo è: state insinuando che quell’attentato sia stato una montatura? Che si sia procurato da solo un pericolo di morte? Bisogna stare molto attenti. Io non capisco perché Ranucci sia stato sostanzialmente defenestrato da Report. Se c’è una connessione logica tra la questione Lavitola e la defenestrazione di Ranucci, allora la conseguenza sarebbe dire che Ranucci si è fatto da solo l’attentato e quindi non è più credibile. Non credo che siamo arrivati a questo punto. Bisogna indagare sui motivi per i quali, se così è, Lavitola ha messo la bomba sotto casa di Ranucci. Ma bisogna anche tutelare un giornalista che peraltro vive sotto scorta. Mi pare che abbiano colto la palla al balzo per far fuori un giornalista d’inchiesta un po’ scomodo per il Governo, e farlo proprio nell’anno della campagna elettorale per le politiche. Dal mio punto di vista è inaccettabile in una democrazia.

Tra gli ospiti della serata c’è anche Roberto Vannacci. Da donna si sente minacciata da quello che è il suo programma?

Da donna, da giovane, da mamma, da cittadina italiana e da cittadina del mondo, penso che il pericolo sia che, per inseguire il consenso e alcuni istinti primordiali di cittadini che magari in questo momento si sentono abbandonati dalla destra, si facciano passi indietro sulle conquiste raggiunte negli anni. Sui diritti, sui diritti civili, sull’aborto, sul femminicidio. Anche volendo essere laica, non leggo nel programma di Vannacci delle soluzioni ai problemi degli italiani. Leggo soltanto slogan per raccogliere consenso facile. Questo è pericoloso, perché quando si parla agli istinti si corre il rischio che la situazione sfugga di mano. Noi, come istituzioni, dovremmo dire ai cittadini che dobbiamo andare nella direzione di maggiori diritti sociali, maggiori diritti civili e maggiori tutele per le persone più fragili. Penso anche alle donne che devono ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Purtroppo stiamo invece facendo dei passi indietro e questo è un grande pericolo. Consiglierei a Vannacci di stare un po’ più attento.

Come guarda il Movimento al 2027?

Sarà un anno delicato ma anche stimolante, perché andiamo verso una campagna elettorale che sostanzialmente è già iniziata. Stiamo arrivando alla fine del percorso di costruzione del programma che presenteremo alle altre forze della coalizione progressista. Probabilmente andremo verso primarie di coalizione per scegliere il leader che interpreterà il programma comune che scriveremo insieme. È un anno stimolante perché è l’anno nel quale continueremo a dire ai cittadini come vogliamo il Paese del futuro. Cosa vogliamo fare soprattutto per i giovani. So che voi avete fatto una cosa bellissima: il primo raduno nazionale di tutte le forze politiche giovanili.

I giovani devono essere al centro del programma del fronte progressista. Quando si parla di giovani si parla di economia, sviluppo, futuro, sanità, istruzione, pensioni. Si parla di tutto. Bisogna dire soprattutto ai giovani, che sono il nostro presente e il nostro futuro, cosa vogliamo fare per loro, come vogliamo trattenerli in questo Paese se vogliono rimanere e come vogliamo fare in modo che possano immaginare qui il loro futuro. Sarà un anno molto stimolante da questo punto di vista e non vediamo l’ora di ricominciare.