Terza e ultima serata de La Piazza 2026, giunta alla nona edizione a Ceglie Messapica. Sul palco Raffaele Nevi, deputato e portavoce nazionale di Forza Italia, ed Ettore Rosato, deputato di Azione, per un panel moderato dal direttore di Affaritaliani Marco Scotti su sicurezza, immigrazione e prospettive politiche, temi discussi nel sondaggio lanciato nell’intervento precedente.
Nevi: “Sulla sicurezza serve un controllo del territorio migliore”
“Lottiamo sempre tra i dati reali, che ci dicono che c’è una sicurezza maggiore e sono indiscutibili, e il percepito. In questi anni, a mio avviso, è stato fatto moltissimo, ma ci sono fenomeni nuovi”, afferma Nevi. “Abbiamo affrontato il tema delle baby gang e delle periferie delle città. Forza Italia ha puntato molto su questo, abbiamo anche un nostro deputato che è presidente della Commissione sul degrado delle periferie italiane. Dobbiamo fare un grosso lavoro anche di recupero urbano. Il tema della sicurezza è veramente molto complicato e a mio avviso non basta dire che abbiamo fatto molto. Abbiamo assunto più forze dell’ordine, fatto oltre 40.000 assunzioni e modificato le leggi inasprendo le sanzioni. Dobbiamo certamente fare un lavoro ancora maggiore sull’intelligence, anche per raffinare la nostra risposta rispetto a questo tema, e necessariamente dobbiamo agire sulla percezione di sicurezza”.
Nevi richiama poi il cambiamento vissuto anche nelle città più piccole: “Io stesso vengo da una città di provincia, Terni, in Umbria. Sostanzialmente il problema della sicurezza non lo conoscevamo fino a 15 anni fa, oggi c’è un problema importante, dovuto anche a un’immigrazione che si sta modificando. Si vedono in giro molte più donne velate e questo, anche nell’impatto visivo, cambia le percezioni. Ci vuole un’attenzione maggiore e una presenza maggiore anche in alcune periferie delle città che diventano dei ghetti. I ghetti sono luoghi dove nasce anche la radicalizzazione e l’islamizzazione di alcune fasce della popolazione che magari non erano radicalizzate e si radicalizzano. Dobbiamo essere molto attenti, dobbiamo essere capaci di avere un controllo del territorio migliore rispetto a quello che avevamo qualche tempo fa”.
Rosato: “La sinistra sbaglia a non occuparsi di sicurezza”
Rosato mette invece l’accento sul rapporto tra sicurezza e centrosinistra: “È una contraddizione profonda, perché la sinistra sbaglia a non occuparsi di sicurezza. Il problema della sicurezza sta soprattutto in chi la sicurezza non se la può pagare. Quindi la sinistra dovrebbe fare una crociata sui temi della sicurezza e la destra ha trovato un canale comunicativo molto più efficace, anche perché ha trovato un terreno fertile, essendo un terreno non presidiato”.
Per il deputato di Azione, “il problema della sicurezza è molto concreto nel nostro Paese e questo governo non ha presidiato fino in fondo. Il saldo delle assunzioni purtroppo non è positivo, perché è vero che sono state assunte tante persone, ma è vero che tantissime sono andate in pensione. Se chiedete alle forze di polizia, e anche alle Forze armate, vi racconteranno che il loro primo problema è l’età media molto elevata”.
Rosato si sofferma poi sulla gestione dei rimpatri: “Oggi, se c’è una persona con un foglio di via che sta in questa piazza, non c’è un luogo dove portarla a restare fino a quando non viene espulsa da questo Paese. Bisogna portarla in Albania? Immaginate la comodità di prendere una persona e portarla in Albania. I centri vanno fatti in tutte le regioni e bisogna avere la determinazione di farli. Il ministro Piantedosi credo sia una persona che il suo lavoro lo sa fare, è un funzionario dello Stato che è stato sempre apprezzato per il suo lavoro. Ci vuole maggiore determinazione, anche a litigare con qualcuno, perché è chiaro che mettendo un centro in una regione o in un territorio si disturba”.
Rosato: “I confini vanno presidiati, ma non significa cattiveria verso gli immigrati”
“Si fa una grande confusione sul presidio dei nostri confini. Io dico che i confini vanno presidiati, cioè non si può entrare clandestinamente nel nostro Paese. In nessun Paese al mondo si può entrare clandestinamente e questo deve essere un principio appurato da tutti”, prosegue Rosato. “Ma questo non può essere confuso con la cattiveria nei confronti degli immigrati. A me, quando vedo le file fuori dalle questure per rinnovare il permesso di soggiorno di una persona che lavora nella pizzeria qua vicino, ci lavora da cinque anni e continua a dover stare quindici giorni lì in fila per avere un permesso di soggiorno, viene da pensare che questo non c’entri niente con un problema di sicurezza. Bisogna saper distinguere tra i problemi di sicurezza e i problemi di comunicazione anche sull’immigrazione”.
E chiude il passaggio con un attacco a Roberto Vannacci: “Spero che la sicurezza entri nell’agenda con maggiore concretezza e meno demagogia. Un grande demagogo su questo è Vannacci, lo sentiremo dopo e ci farà la campagna elettorale. Lui la demagogia la conosce bene”.
Rosato boccia il campo largo: “Tanti auguri a Bonelli, Fratoianni, Conte e Schlein”
Sul futuro delle alleanze, Rosato esclude la prospettiva del campo largo: “Noi abbiamo scelto e tanti auguri a Bonelli, Fratoianni, Conte e Schlein. Vi immaginate questo bellissimo governo con Bonelli ministro dell’Ambiente, Fratoianni ministro del Lavoro e Conte agli Esteri? Io penso che sarebbe un governo non in grado di fare le scelte che deve fare questo Paese”.
La critica, però, si estende anche all’attuale maggioranza: “Altrettanto lo dico con grande determinazione: il centrodestra non sta mettendo in campo una capacità di governo dei problemi. Qual è la riforma che ha fatto questo governo? I decreti sicurezza? Venticinque decreti sicurezza, alla fine della legislatura ne avremo 37. Ma non sono le riforme strutturali di cui questo Paese ha bisogno e di cui gli under 35 hanno bisogno. Noi lavoreremo fino in fondo perché nessuno faccia il 42%, perché si rompa questo bipolarismo che fa male al Paese, perché si corre dietro agli estremi a destra e a sinistra. Faremo quello che serve all’Italia: un governo europeista, sulla base anche di quello che c’è in Europa, dove ci possono essere scelte che aiutano questo Paese sul piano economico e sociale e soprattutto non mettono la testa sotto la sabbia per nascondere l’incapacità di decidere”.
Nevi: “Vannacci ha fatto lui una scelta”
Nevi replica sul caso Vannacci: “Vannacci lo dovrebbe dire lui. Noi abbiamo assistito a una cosa semplice, perché poi in politica contano i fatti concreti: Vannacci era vicesegretario nazionale della Lega, è uscito ed è andato a votare per nove volte contro la fiducia al governo Meloni. Mi pare che la scelta l’abbia fatta lui. Forse preferisce al governo Meloni il governo della sinistra. Rosato mi ha fatto rabbrividire quando diceva alcuni nomi, ma non perché non siano tutte persone perbene: non hanno una linea su nulla. Io penso che Vannacci abbia fatto lui una scelta. Noi saremo antichi, saremo vecchio stampo, ma pensiamo che un’alleanza si faccia quando si condividono le cose da fare per il Paese e la visione del Paese dei prossimi trent’anni”.
Nevi rivendica infine l’azione del governo sul nucleare: “Rosato diceva che non abbiamo fatto riforme. Se ne potrebbe parlare per ore, ma io ne cito una per tutte, che secondo me è la riforma più importante in assoluto avviata da questo governo: quella sul nucleare. Noi abbiamo bisogno di essere un Paese che non dipende più dagli altri. Se vogliamo costruire un Paese ancora più protagonista e ancora più forte in Europa e nel mondo dobbiamo fare esattamente questo. Dall’altra parte c’è un no a tutto e non si capisce nulla. Vannacci rischia, con il suo atteggiamento, di aiutare questa parte”.


