Dalla costruzione del campo progressista alla guerra in Ucraina, fino al caro carburanti e al futuro di Roma. Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, sale sul palco della seconda serata de La Piazza 2026 a Ceglie Messapica e risponde alle domande del direttore di Affaritaliani Marco Scotti.
Onorato: “Vogliamo dare una mano concreta al campo progressista”
“Il campione è molto generoso, lo ringrazio. Naturalmente fa piacere, nel senso che il nostro obiettivo non è un obiettivo dettato dall’ego. L’obiettivo è quello di dare una mano al nostro Paese e ripartire, tornare a sognare”, afferma Onorato commentando il risultato del sondaggio de La Piazza sul leader ideale del campo largo. “Oggi in Italia soffre chi il lavoro non ce l’ha, ma anche chi il lavoro ce l’ha, perché non ha più la certezza di avere una vita normale, un futuro chiaro. Noi vogliamo dare una prospettiva a questa gente, noi che facciamo parte di questa gente, e crediamo che in politica manchi la cosiddetta politica del fare”.
Secondo Onorato, Progetto Civico Italia può portare questo contributo nel centrosinistra: “È un elemento che possiamo aggiungere al nostro campo politico, che è quello del centrosinistra. Possiamo farlo attraverso una classe dirigente che esiste, fatta di sindaci, assessori, consiglieri regionali, associazionismo. Tutto questo è il progetto Civico Italia. Noi vogliamo dare una mano concreta al campo progressista, vincere le elezioni e cambiare le cose”.
Campo largo: “Prima il programma, poi vedremo le regole della partita”
Sul candidato premier del centrosinistra, Onorato invita a partire dal programma: “Io credo che in questo la destra italiana sia stata molto furba, cioè ha obbligato il centrosinistra a questo balletto: quando indicherete il candidato premier? La legge elettorale al momento in vigore non obbliga nessuno a individuare chi è il candidato premier, perché fino a prova contraria viviamo in una Repubblica parlamentare. Mi rendo conto che ormai la politica italiana vive un premierato già passato nell’opinione pubblica, quindi sai che da una parte c’è Meloni e dall’altra qualcuno vuole sapere chi ci sarà. Però credo che questo sia un tema che il centrosinistra deve chiarire”.
Per Onorato la priorità resta un’altra: “Nell’ordine della sua domanda, direttore, io direi programma chiaro. Appena il centrodestra ci spiegherà gentilmente, con grande generosità, quali sono le regole della partita, perché non abbiamo ancora capito quale sarà la legge elettorale, se la legge elettorale sarà quella per cui dobbiamo indicare un candidato premier, il centrosinistra dovrà indicare il suo o la sua candidata premier. E poi le elezioni”.
Roma, Onorato: “Abbiamo rimesso in campo sviluppo economico e tutela delle fasce più deboli”
“Roma ha vissuto vent’anni che sono stati, con due sindaci, Rutelli e Veltroni, poi ha iniziato il Medioevo con Alemanno. Questo Medioevo è durato un altro paio di sindaci e poi sostanzialmente la provvidenza ci ha aiutato e ha messo in campo un’amministrazione con Roberto Gualtieri sindaco”, dice Onorato. Secondo l’assessore capitolino, il modello della città tiene insieme “due concetti che credo saranno fondamentali anche per il governo nazionale: lo sviluppo economico e la tutela delle fasce economiche più basse. Se c’è sviluppo economico c’è lavoro e le persone sono più serene, vedono il futuro. Roma aveva schiacciato il tasto dell’autodistruzione, sostanzialmente aveva detto no a tutto, dal no alle Olimpiadi regalate a Parigi e Los Angeles, città competitor. Siamo arrivati, abbiamo ristabilito un po’ le regole della partita: i rifiuti dove finiscono, come pulisci la città, come fai la manutenzione del verde, come fai le strade. E poi abbiamo messo in campo i grandi eventi dello sport, della musica, della moda, dell’arte e della cultura. Non sono una roba elitaria, perché attorno a un grande evento quante centinaia di persone lavorano, dai tecnici al personale? C’è un gigantesco business. Non è un caso se Roma oggi ha tutti gli indicatori economici, sociali e di occupazione doppi o addirittura tripli rispetto all’Italia”.
Olimpiadi, “devono essere una sfida dell’Italia verso il mondo”
Sulla possibilità di una candidatura olimpica, Onorato afferma: “Oggi Roma è in grado, o meglio l’Italia, perché qui non è un tema delle città. Noi tifiamo per un Paese che è unico dal Sud al Nord. Le eventuali Olimpiadi per Roma, che si potrebbero fare anche insieme ad altre città, devono essere la sfida per l’Italia verso il mondo. Ma allo stesso tempo i grandi eventi hanno senso se lasciano una legacy, cioè un’eredità concreta alle persone. Perché se le città sono un set finto dove fai l’evento, te ne vai e non ne rimane nulla, ci sta anche che un cittadino rimanga arrabbiato. Credo che Roma abbia ripreso questa onda positiva e, se Roma va bene, va bene tutto il Paese. In questo mi sento di dire che abbiamo anche collaborato in maniera molto costruttiva col governo Meloni, perché il nostro obiettivo deve essere far ripartire il Paese con chiunque sia in campo”.
Progetto Civico Italia: “Siamo in mille Comuni”
“Devo essere onesto, sta andando al di sopra di ogni aspettativa e lo dico da ottimista, non da mitomane come a volte in politica succede. Oggi siamo in mille Comuni, siamo in tutta Italia”, afferma Onorato parlando della crescita di Progetto Civico Italia. “Il centrosinistra oggi governa l’80% delle città italiane, un po’ meno le Regioni. Possiamo dire che il centrosinistra sui territori governa bene e unisce tante sensibilità diverse. Progetto Civico Italia non è niente di più dell’unione di tanti amministratori che si riconoscono nel centrosinistra ma non si riconoscono nel Pd, lo dico con grande rispetto, nel Movimento 5 Stelle o in AVS, che sono tutti amici. Noi possiamo allargare il campo e possiamo portare una classe dirigente pronta a governare”.
Ucraina, Onorato: “Oggi le armi le darei, ma fino a quando?”
Sulle divisioni nel centrosinistra in politica estera, Onorato replica: “Ci sono tante divergenze e tante differenze, ma dove? Nel centrosinistra o al governo? Perché mi sembra di capire che Salvini e Tajani la pensino all’opposto”. Sul conflitto in Ucraina aggiunge: “Io credo che il campo progressista, a proposito di guerra, abbia un’unica bandiera, che può sembrare retorica, ed è quella della pace. Oggi solo il Papa parla di pace. Se tu parli di pace vieni visto come un demagogo. Dopo quattro anni, oggettivamente, di un’invasione, quella russa in Ucraina, su questo le posizioni sono chiare. Ma l’Europa può indicare un mediatore unico per proporre la pace o continuiamo con queste prove muscolari per cui l’Ucraina dovrebbe riconquistare il territorio e arrivare a Mosca o qualcun altro pensa che Mosca dovrebbe arrivare a Parigi?”.
Alla domanda se sia favorevole all’invio di armi, Onorato risponde: “Io sono un povero amministratore, quindi non sono in Parlamento. Le potrei dire questo: se io fossi in Parlamento, oggi, domani mi dicono favorevole o contrario alle armi, le darei. Perché non è che domani posso dire: no, non ti do le armi. Allo stesso tempo capisco bene quando Conte o AVS pongono una questione: quanto dobbiamo continuare a dare queste armi? Fino a quando qualcuno inizierà a parlare di pace? Io credo che nessuno possa vincere la guerra. Forse è il caso che ci sediamo intorno a un tavolo”.
Caro benzina: “A Valle Castellana costa 20 centesimi in meno”
Onorato porta sul palco il caso di Valle Castellana, in provincia di Teramo: “Mi permetto di dire che non è un sindaco qualunque, è un sindaco di Progetto Civico Italia, Camillo D’Angelo, ed è anche il presidente della Provincia di Teramo”.
“Un Comune di mille abitanti, nessuno vuole aprire la pompa di benzina e questo sindaco geniale ha detto: va bene, apre il Comune. Nel frattempo ha vinto un governo che aveva promesso l’azzeramento delle accise e un litro di benzina e di gasolio è diventato più costoso. Questo sindaco di fatto è come se avesse nazionalizzato la distribuzione della benzina e del gasolio e costa 20 centesimi in meno rispetto a quanto paghiamo in tutta Italia. All’improvviso, dopo tre anni che lo diciamo, il grande pubblico se n’è accorto”.
Onorato chiarisce di non voler trasformare il caso in una ricetta valida ovunque: “Non voglio dire che si possa fare in tutta Italia, non voglio essere un demagogo, perché è evidente che c’è un tema di concorrenza e quant’altro. Però prima o poi qualcuno deve porre anche la questione di un mercato che è diventato un monopolio. Io credo nel mercato, non credo nei monopoli”. E rilancia anche sui servizi per le famiglie: “Da settembre noi dimostreremo di tanti Comuni italiani che faremo gli asili a costo zero per l’utenza. I nidi gratuiti in Italia costano meno di 500 milioni di euro. Lo dico prima che Meloni lo metta in programma negli ultimi giorni prima della campagna elettorale. Meglio questo di un bonus”.
Primarie: “Progetto Civico Italia avrà un candidato”
Sul possibile impegno personale nella corsa alla leadership del centrosinistra, Onorato non scioglie la riserva ma annuncia la presenza del movimento: “Innanzitutto vediamo se dobbiamo farle. Io posso darti una certezza: ci sarà un candidato o una candidata di Progetto Civico Italia. Non abbiamo l’ansia. Capiremo tra di noi chi fa più effetto rispetto alle persone. Siamo democratici fino in fondo e c’è una cosa che non ci spaventa, anzi ci appassiona: dare la possibilità ai cittadini di scegliere. Di scegliere attraverso le primarie, attraverso le preferenze, ormai sconosciute a troppi. Oggi in Italia i consiglieri municipali, comunali, regionali e i parlamentari europei sono scelti con le preferenze, ma il Parlamento nazionale no”.


